Punk e grunge, ecco chi ha cambiato i connotati del rock

Punk e grunge, ecco chi ha cambiato i connotati del rock

SOTTO L'ALBERO CON LA MUSICA
Recensione apparsa su L'informazione - Il Domani e L'informazione di Reggio Emilia il 12 Dicembre 2010

di Sergio Rotino

La bolognese Odoya manda alle stampe "Tracce di rossetto" sui Sex Pistols ma non solo.

È difficile credere che qualcuno non abbia gusti e opinioni sulla musica. Tutti hanno amato o amano un genere musicale. Se poi ci riferiamo alla cosiddetta musica pop(olare), non si spiegherebbe altrimenti tanto il forsennato scarico di mp3 dal web quanto l’abbondanza e la continuità di uscite editoriali che la musica la sviscerano, la soppesano, la citano, la pongono come punto di partenza per andare oltre, perché se «non si possono risolvere gli autentici misteri, si possono però trasformare in misteri più interessanti».
Lo scrive Greil Marcus nel prologo di Tracce di Rossetto (Odoya pp 446, 22€ trad Mita Vitti, Angela Castellano) a suggello di quanto sarà sviscerato dopo, cioè non il valore musicale di un gruppo chiamatosi Sex Pistols, ma il valore di un’epoca in cui sono sbocciati quello e altri gruppi, la sua capacità di muoversi orizzontalmente, indietro come avanti. Nel suo lavoro cioè Marcus non cantava il valore del punk (di questo stiamo parlando), ma il riferirsi mai prono di quest’ultimo a un passato, il suo esserne discendenza, la forza scardinante, innovativa che da ciò gli perviene. Se tutto parte da un singolo intitolato Anarchy in the UK del 1976, da quel gruppo di quattro ragazzi che diventano emblema dell’estetica e della politica Punk, per l’autore il discorso è un po’ più ampio. Deve allargarsi necessariamente, e fare i conti col passato della musica popolare e degli avanguardismi del XX secolo: Lettrismo, Dadaismo, Situazionismo ecc. L’autore individua qui i punti nodali, necessari per comprendere la portata di quanto accade in un genere musicale che ha ridisegnato le coordinate del rock and roll.
In questo tomo imprescindibile, uscito per la prima volta vent’anni fa, che apparentemente “tratta di un unico e intricato argomento”, che offre rabdomanticamente miriadi di voci e informazioni come fossero parti tonali di un unico soggetto, viene ribadito – con una passione simile a quella di altri due critici musicali imprescindibili quali Lester Bangs e Cameron Crowe – qualcosa di “ stonato” per chi segua la musica rock, oggi più che ieri, ovvero che “se si potesse smettere di guardare al passato e cominciare ad ascoltarlo, si potrebbe percepire l’eco di nuovi discorsi”.
Essendo a tiro col Natale, mettetelo fra i desiderata.
 

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Pubblicato: 16.12.2010
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