Lee Morgan, recensione su Blow Up

Lee Morgan, recensione su Blow Up

Recensione apparsa su Blow Up di Maggio 2009

di Piercarlo Poggio

LEE MORGAN, LA VITA, LA MUSICA E IL SUO TEMPO
L'inglese Tom Perchard, giornalista per "The Wire" oltre che insegnante, ha avuto la possibilità di scrivere questa sua opera grazie a un contributo ricevuto dall'Arts and Humanities Research Council del suo paese. Fa sempre un piacevole effetto leggere notizie come questa, perché ciò significa che l'autore ha potuto prendere un aereo, sbarcare negli States, girovagare in vari luoghi che conservano tracce del paesaggio di Morgan, perdere tempo in archivi di enti, biblioteche e università, incontrare una miriade di persone che per parentela, amicizia, affari o "altro" avevano avuto a che fare con il trombettista di Philadelphia. Con tali premesse è quasi impossibile fallire nel risultato finale: Perchard, infatti, ci consegna uno scritto vivace e accattivante, che unisce l'intuizione e la vena creativa dell'autore al proverbiale rigore anglosassone nello strutturare la materia oggetto di indagine. Insomma, come direbbero al TG1 "è un libro che si legge tutto d'un fiato, come se fosse un romanzo". Difficile immaginare una situazione di partenza simile in Italia: chi darebbe mai soldi a un giornalista per scrivere una biografia in situ di Art Blakey o Tina Brooks? Dalle nostre parti, come il lettore sa, i libri inerenti gli artisti stranieri vengono redatti (per obbligo e per comodità) nello studio di casa, specie oggi che con la rete a disposizione si possono ricavare un sacco di informazioni errate, su cui ricamare ulteriormente, in una propagazione all'infinito della banalità. Il volume di Perchard avrà probabilmente un buon riscontro, perché si situa su quella linea alla Ashley Khan (Kind Of Blue, A Love Supreme, The House That Trane Built) che ha dimostrato di saper risvegliare l'interesse del pubblico italico attorno ai fatti del jazz. E perché, pur non essendo così altisonante, il nome di Lee Morgan appare in realtà assai paradigmatico per raccontare quanto vissuto dai musicisti afroamericani tra il finire degli anni Cinquanta e L'esordio dei Settanta. Tra genio e routine, debolezze e prese di coscienza, tanto nella vita quanto nella musica, le vicende del creatore di The Sidewinder incrociano quelle di un'umanità inquieta e piena di contraddizioni come gli anni in cui esse si svolgono. La traduzione pare discreta: peccato che la casa editrice abbia deciso di risparmiare sulla correzione di bozze. Siamo sicuri che in nostro Enrico Bettinello, che firma da par suo un acuta introduzione al testo, non avrebbe avuto problemi a dare una lettura finale. Gratuita.


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Pubblicato: 01.07.2009
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