Lee Morgan, recensione su Lettera.com

Lee Morgan, recensione su Lettera.com

Recensione apparsa su Lettera.com il 28 Marzo 2009

di Marco Denti

Nella densa biografia di Lee Morgan, trombettista dalla vita geniale e tragica, prende forma, insieme ad un paesaggio umano di jazzisti travolti dalla loro musica, tutto un mondo di rivendicazioni, deviazioni, intuizioni e passioni.


Lee Morgan: All about jazz, la storia di Lee Morgan

Non ho mai guardato la musica con gli occhi di una particolare scuola. Non credo nelle etichette, è musica, tempo. Non mi piace neppure il termine "jazz". Penso sia un brutto termine. Non è una parola che abbiamo inventato noi, è una parola il cui significato ci è stato detto, così come ci è stato detto che eravamo "negri", è la stessa cosa.

Forse il suo nome non è conosciuto e squillante come quelli di Miles Davis o John Coltrane, ma con la ricchissima ricostruzione di Tom Perchard, attorno alla figura di Lee Morgan, prende forma tutto un intero mondo i cui confini vanno ben oltre il jazz o la musica afroamericana tout court. Come dice lo stesso Lee Morgan, in uno dei tanti stralci di interviste che compongono una buona parte del libro, è vero che "tutto è musica. Che sia hip o no", ma è altrettanto vero che la musica, e il jazz in particolare (o almeno "quel" jazz) riflettono l'ambiente, le vite, le storie, persino gli umori dei musicisti. Lee Morgan, in questo senso, è quasi un archetipo: musicista di rango con Dizzy Gillespie, Hank Mobley e (più di tutti) Art Blakey, poi leader di primissima qualità (con almeno un grande successo da ricordare, The Sidewinder), si è trovato a fronteggiare i momenti più caldi dell'evoluzione musicale e delle battaglie per i diritti civili. Il periodo compreso dalla sua attività discografica (riportata con scrupolo nelle appendici), ovvero dal 1956 al 1972, delimita molto bene l'aspetto "pubblico" della vita di Lee Morgan che si presentava così:
"Penso che la politica sia nella musica... penso sempre al periodo di Charlie Parker come una sorta di ultima frontiera della musica in catene, per così dire. So che molti di quei ragazzi pagarono un terribile prezzo per permettere alla loro arte di raggiungere quel livello. Per me, Bird simbolizza lo sforzo che quei ragazzi fecero... Quella era la croce di quella cosa che aveva appestato la musica, per tutti i musicisti; di come furono destabilizzati a causa del clima sociale".
Dal punto di vista "privato", anche la grave tossicodipendenza e la drammatica fine (gli sparò la moglie, in circostanze piuttosto misteriose) diventano la parte in ombra della storia, ma non per questo meno interessante. Anzi, come dice Ralph Matthews, citato a proposito da Tom Perchard:
"La gente della strada, quei fratelli e quelle sorelle che vivono una vita dura, sapevano che Lee Morgan era il migliore trombettista del mondo. I ragazzi sentivano nella musica di Lee tutta la loro forza, le aggressioni e le agonie. E i junkies? Bè, i tossici sapevano forse meglio di tutti noi che Lee era il segreto re della nostra musica".
Con un personaggio dall'identikit così frastagliato e stratificato, Tom Perchard ha scelto di accostarsi tracciando, pagina dopo pagina, quasi una sceneggiatura con tutti gli strumenti adatti a comprendere l'essenza di "vita, musica e tempo". Quel tanto che basta di critica e di musicologia da comprendere cosa e come suonava; un po' di storia, di politica e di filosofia per capire come la pensava; molte fonti in prima persona a raccontarne le gesta; e, infine, anche un glossario per districarsi nel vocabolario più ostico dello slang dei jazzisti. Perché, in fondo, è ancora il jazz, il vero protagonista di questo splendido libro, almeno così come lo vedeva Lee Morgan e così come dovrebbe essere:
"Sono sicuro che se mandassero in onda il jazz e le altre forme d'arte, le persone le ascolterebbero. Ma non vogliono perché quando le persone iniziano a pensare, lo fanno sempre più. Il jazz è una cosa vera, e deve essere circondata dalla verità. E loro non vogliono essere coinvolti nella verità, non quando possono fare dell'altro e guadagnare la stessa cifra".
Un libro bellissimo, utile e necessario.

Voto: 4/5

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Pubblicato: 01.07.2009
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