Il Marconi ritrovato sul Corriere di Bologna

Il Marconi ritrovato sul Corriere di Bologna

L'AUTORE E' LUIGI SOLARI, STRETTO COLLABORATORE
PER 35 ANNI DELL'INVENTORE DEL "WIRELESS"

Recensione apparsa su Corriere di Bologna il 17 Aprile 2011

Odoya recupera e ristampa una biografia rarissima.
Si legge che lo scienziato sarebbe dovuto salire sul Titanic

di Luciana Cavina

Guglielmo Marconi sarebbe dovuto salire sul Titanic quel maledetto 14 aprile del 1912. Invece preferì raggiungere New York qualche giorno prima, sul Lusitania, per ragioni pratiche: solo anticipando la partenza avrebbe potuto avvalersi dell’aiuto di una valida stenografa. Lo riporta Luigi Solari, il collaboratore italiano e manager operante in campo internazionale del pioniere del wireless, nella sua biografia dello scienziato intitolata semplicemente Guglielmo Marconi.
Il libro, pubblicato per la prima volta nel 1940 e ormai introvabile, si intitolava Marconi, nell’intimità e nel lavoro. Ora è stato «recuperato» dalla casa editrice Odoya (e ribattezzato semplicemente Guglielmo Marconi) in collaborazione con la Fondazione e il Museo di Villa Griffone e l’avallo del nipote dell’autore, Luigi Solari jr. Nessuno può confermare se Marconi sia realmente scampato al terribile naufragio del Titanic. Ma vero è (come scrive in toni trionfalistici anche Solari) che «grazie al sistema radio di cui si servivano già molte navi – puntualizza Barbara Valotti, direttrice del Museo di Pontecchio – si salvarono almeno 700 persone». Anzi, un altro salvataggio, sempre grazie alla scoperta del bolognese, fu molto più clamoroso: « Nel 1909 – forse non a caso nell’anno del Nobel – in mare si scontrarono l’italiana Florida, che trasportava i superstiti del terremoto di Messina e l’inglese Republic. L’sos radio partì immediatamente e si salvarono quasi tutti».
Ma quello che ci restituisce la biografia di Solari è soprattutto un prezioso ritratto a tutto tondo da parte di chi, per 35 anni, lavorò a stretto contatto con lo scienziato, affiancandolo nei numerosi esperimenti in giro per il globo, curandone gli affari e le relazioni diplomatiche e sovrintendendo alle diverse applicazioni delle invenzioni. Senza nulla togliere a biografie più recenti, questo racconto in prese diretta affonda lo sguardo in una complessa personalità. Pur con i limiti derivati dall’epoca della prima pubblicazione (siamo in pieno fascismo ed era quasi d’obbligo, ad esempio, inserire elogi a Mussolini), Solari ci mostra un Marconi che non lasciava mai nulla al caso, ossessionato dalla puntualità estraeva spesso l’orologio dal taschino), infaticabile studioso e sperimentatore ma enormemente a disagio in pubblico o in difficoltà nel riportare su carta le proprie intuizioni. «Spesso, infatti, gli interventi – fa sapere Valotti – li scriveva lo stesso Solari» conversavano del loro mare, «teatro» ideale per la messa a punto delle radiocomunicazioni, ma anche paesaggio amorevole e romantico. Per entrambi. I due infatti – si scopre nel libro - si incontreranno per la prima volta sulle spiagge di Livorno. Erano ragazzini, l’uno studente di meccanica e l’altro avviato alla carriera navale. Senza intuire quale luminoso e faticoso destino li avrebbe uniti.


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Pubblicato: 27.04.2011
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