Guglielmo Marconi sul Resto del Carlino

Guglielmo Marconi sul Resto del Carlino

IL MARCONI SEGRETO RIVELATO DAL SUO PIU' STRETTO COLLABORATORE
Recensione apparsa sul Resto del Carlino di Bologna il 15 Maggio 2011

In libreria la biografia di Luigi Solari, fedele amico per 40 anni

di Camilla Ghedini

E’ l’uomo che ha tagliato i fili, che ha inventato la radio, che nel 1909 ha vinto il Premio Nobel per la Fisica. Senza di lui non ci sarebbero il cellulare, Internet, il wi-fi, le chiavette, il navigatore satellitare, non ci sarebbe la parola «telecomunicazione». Senza Guglielmo Marconi (1874-1937), molto semplicemente, non ci sarebbe il presente, fatto di comunicazioni veloci che hanno coperto ogni silenzio ma che fa galoppare la tecnologia, l’industria, l’informazione. E al pioniere dell’uso delle onde elettromagnetiche per inviare segnali a distanza, è dedicato Guglielmo Marconi scritto dal suo segretario particolare, Luigi Solari, che Odoya Edizioni ha ripescato e riprodotto dopo la primitiva pubblicazione del 1940 con il titolo Marconi nell’intimità e nel lavoro. Barbara Valotti, responsabile del museo di Pontecchio, ne cura la prefazione mentre l’introduzione è di Luigi Solari junior, il nipote dell’autore.

Nell’ambito di Radio Days 2011, la settimana dedicata alle tecnologie e ai contenuti a Villa Griffone, sede della Fondazione, Angela Malfitano ha anche proposto, con accompagnamento musicale, alcuni brani del volume. Oltre 300 pagine che ripercorrono la vita del fisico attraverso gli occhi dell’amico Solari, che con lui ha condiviso 37 anni di attività dedicandosi allo sviluppo del sistema Marconi – Emi in Europa. Solari descrive Marconi con le parole con cui Marconi descriveva se stesso. Nel testo c’è tutto, la vita pubblica e quella privata (tra cui l’aneddoto riguardante la sua mancata partecipazione al viaggio del Titanic che però si avvalse per gli sos del suo brevetto), i successi e le vulnerabilità, le ansie delle scoperte, il fallimento del divorzio, il dramma dell’incidente stradale che gli costò un occhio. C’è il Marconi sicuro con i suoi strumenti e c’è il Marconi reticente a parlare di fronte alle platee. C’è il Marconi ossessionato dalla puntualità e il Marconi metodico nei suoi riti. Il tutto in un contesto economico e politico difficile «in cui – come spiega Valotti – dal rapporto col potere, nel suo caso col Fascismo, non si poteva prescindere».

Lettura o rilettura?
«E’ una testimonianza diretta e in quanto tale ha un valore documentario inestimabile. Solari ci consegna un’immagine di Marconi che va al di là degli stereotipi e che per questo è interessante, ma che non può essere reputata definitiva. Solari fu suo grande amico e fidato collaboratore, ma tra i due, inevitabilmente in quasi quarant’anni di condivisione, ci furono tensioni che Solari tralascia».

Marconi e il Fascismo…
«La sua relazione col potere, quindi col Fascismo, fu complessa. Nel 1930 Marconi divenne presidente della Reale Accademia d’Italia, ma poco dopo i suoi rapporti col regime fascista cominciarono a raffreddarsi. Marconi cercò di frenare le tendenze filotedesche e antisioniste e fu tra i fautori di una politica estera filo-britannica. Cosa emerge? Che la scienza non è pura, che la tecnologia ha bisogno di potere, che nella vita non è tutto o bianco o nero».

Marconi e i suoi concittadini bolognesi, invece, come se la cavavano insieme?
«Marconi è di fatto l’inventore del wireless. Se Bologna capisse che sta lì, in lui, quindi in questa città, l’origine di tutto, forse capirebbe che è parte di una rivoluzione tecnologica che ha fatto la differenza. Certamente Marconi va ancora conosciuto e valorizzato. Per fortuna ci sono gli archivi, c’è tanto materiale da utilizzare». E i ragazzi conoscono Marconi? «Quando arrivano qui per le attività didattiche sanno che è stato solo grosso modo. D’altra parte ovunque c’è una via o una piazza a lui intitolata. Poi, quando spieghiamo loro che senza Marconi non avrebbero il telefonino, capiscono subito la rilevanza del personaggio. I giovanissimi di oggi sono dipendenti dai mezzi di comunicazione, ne hanno coscienza. E nei libri in cui raccogliamo la firma delle presenze, troviamo spesso frasi di questo tipo: ‘Grazie Guglielmo, perché grazie a te ho l’I-Phone’. La loro freschezza mentale non ha limiti e noi confidiamo in loro per farlo conoscere nella sua complessità e interezza».


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Pubblicato: 16.05.2011
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