1975, un delitto emiliano su La Gazzetta di Reggio

1975, un delitto emiliano su La Gazzetta di Reggio

Recensione apparsa sulla Gazzetta di Reggio il 13 Giugno 2011
IL FUMETTO DI GUARNIERI E LAGUARDIA

«Doveva salire sul palco con me». Il ricordo di Lucio Dalla nella prefazione del libro di Guarnieri

«Ricordo bene la sua morte all’indomani Alceste Campanile avrebbe dovuto salire sul palco con me».
Lo racconta Lucio Dalla che ha firmato l’introduzione della graphic novel «1975. Un delitto Emiliano» (Odoya Editrice), in cui i giornalisti Alberto Guarnieri (ex cronista della Gazzetta di Reggio, ora al Messaggero, che ha conosciuto Alceste) ed Emilio Laguardia raccontando la storia del militante di Lotta continua ucciso 36 anni fa.

Ritornando a Dalla, in quel giugno ’75 aveva accettato di suonare a Reggio in un concerto per raccogliere fondi per le attività culturali di quartiere.
Prima di lui doveva esibirsi, tra i gruppi reggiani invitati, anche Alceste che fu ucciso la sera prima. Il musicista bolognese, finito il concerto che venne dedicato a Campanile, non volle alcun compenso.
Dalla ricorda bene quella serata, ma contesta la definizione di anni di piombo relativa a quel periodo storico.
«Niente è più illusorio e tragicomico di definire con una parola – ha specificato in una recente intervista a Repubblica – gli anni che passano. Siamo sempre in mutazione, e quegli anni avevano la carica energica di una fase di mutazione. C’era di tutto, nel bene e nel male. Senza essere né critico né negativo, né ottimista positivo, furono anni turbolenti, di cose orribili e atteggiamenti costruttivi. Come la riflessione sui cambiamenti sociali. Si ragionava e si è anche sbagliato. Oggi si sbaglia meno perché si ragiona meno».

Tornando al libro, l’omicidio viene ora ripercorso, con un fumetto, cambiando però nomi (Alceste diventa Adelchi nella pubblicazione) e talune circostanze. Infatti questa graphic novel non è il tentativo di cercare una realtà alternativa a quella giudiziaria. La «storia vera» è infatti fonte d’ispirazione, l’intento degli autori è di raccontare ad ampio spettro un periodo che inquieta, affascina e fa ancora paura.
«C’è stato un nucleo di vita – aggiunge Lucio Dalla – che mi fa molto piacere venga ripreso in questa storia, riletto in un modo diverso e soprattutto libero anche dagli slogan e da una lettura di parte prettamente politica settoriale
».


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Pubblicato: 20.06.2011
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