Lick Me su Panorama

Lick Me su Panorama

COME SONO DIVENTATA CHERRY VANILLA
Recensione apparsa su Panorama l'11 gennaio 2012

Le mie notti hot tra Mick e David

di Gianni Poglio

Nei camerini o sotto i riflettori, Cherry Vanilla era lì. Habitué della scena musicale newyorkese underground, Cherry (che oggi ha 68 anni) è stata una groupie (la ragazze che condividono sesso e trasgressioni con le star), ha recitato per Andy Warhol, ha lavorato come ufficio stampa per David Bowie negli anni Settanta e ha cantato in una punk band che come gruppo spalla aveva i Police.
Di questo e di altro parla il suo libro verità, Lick me (Odoya 20 euro). Anche di quella sera all'Hotel Plaza di New York, quando David Bowie, Mick Jagger e Bettie Meddle s'eclissarono senza apparenti spiegazioni; «per una qualche ragione – polverina bianca, suppongo – si barricarono immediatamente in uno stanzino. Non sono sicura di chi fosse stato a invitarlo, ma a un certo punto arrivò anche Rudolf Nureyev, che avrebbe voluto, ovviamente, incontrare Bowie, Bette e Mick; però, per quanto bussassimo alla porta e li pregassimo di uscire, non ci fu verso di tirarli fuori da quello sgabuzzino, e Nureyev presto se ne andò».
Dalle follie al sesso, il passo è stato breve. «La prima volta con David Bowie fu carnale, passionale e animalesco come chiunque potrebbe desiderare, ma non ebbi mai la sensazione che stessimo solo scopando. La sensazione era che stessimo facendo l'amore… penso che David si sentisse particolarmente a proprio agio a farsi di coca assieme a me e a confidarsi su qualsiasi cosa avesse in mente. Passò infatti diverse serate, che poi erano spesso intere nottate, seduto su una delle mie sedie di vimini giallo canarino, a farsi una pista dietro l'altra, a bere latte (non mangiava mai in quel periodo) e a raccontarmi storie una più folle dell'altra, secondo cui, ad esempio, Defries e Adolf Hitler erano amici, Lou Reed era il diavolo, lui stesso veniva da un altro pianeta ed era tenuto prigioniero sulla Terra… Rimanevamo a farneticare per ore. Quello fu probabilmente il periodo in cui fui più innamorata di lui. Facevamo sesso utilizzando i molti, nuovi giocattoli erotici che avevo comprato. Una volta che gli avevo organizzato le cose in modo tale che potesse fare acquisti nella boutique di Yves Saint Laurent in Madison Avenue, da me riservata tutta per lui, e comprare un favoloso cappotto di lana, si fece di corsa tutti e cinque i piani di scale fino al mio appartamento, mi scopò senza levarsi di dosso il cappotto e subito dopo se ne andò per incontrarsi con Mick Jagger».
I due, Bowie e Jagger, si ritrovarono in un club della Grande Mela per assistere alla performance di Cherry come cantante: «Arrivarono prima del mio show, presero un divanetto in fondo alla sala e mi chiesero di sedere in mezzo a loro. Io indossavo una tuta nera di Frederick’s of Hollywood, dall’aspetto quasi bagnato, che mi lasciava la schiena scoperta; sentire quei due ai miei lati, a contatto con la mia pelle nuda, per non parlare del pensiero dell’invidiabile posizione nella quale mi trovavo, mi eccitò a tal punto che avrei voluto gridare di piacere e poter conservare quel momento per sempre».


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Pubblicato: 07.01.2012
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