Passarono di qui su TuttoLibri de La Stampa

Passarono di qui su TuttoLibri de La Stampa

I PELLEROSSA D'AMERICA: UNA PAGINA TRAGICA, FATALE, EROICA DELLA STORIA MODERNA
Recensione apparsa su Tuttolibri de La Stampa, il 28 Gennaio 2012

E al tramonto cessò l'urlo di guerra indiano.

di Claudio Gorlier

L'epica insieme tragica, fatale ed eroica più memorabile della storia moderna è probabilmente quella degli indiani d'America, divampata - è il caso di dirlo - nelle praterie e nelle colline degli Stati Uniti e del Canada.
Mario Monti, scrittore ed editore mancato settantacinquenne nel 1999, ce ne ha letteralmente donato la più animata, seducente rievocazione nel suo Passarono di qui, molto opportunamente ripubblicato. Monti si affida a una figura insieme autentica e romanzesca, lo «scout», la guida Joshua Kelso, protagonista di un famoso libro storico di Clay Fisher, del 1973, «Yellow Hair», e lo incarica di affrontare episodi cruciali e di incontrare personaggi leggendari, di cui lascia nell'originale i nomi attribuiti loro in inglese, da Sitting Bull (Toro Seduto) a Crazy Horse (Cavallo Pazzo). Di fronte a loro, spiccano i capi militari bianchi che li combatterono spietatamente.

Il libro si apre con lo scattante resoconto della prima impegnativa battaglia, il 5 ottobre 1818, quella del Thames in Canada, nella quale il successo anglo-americano pone fine al sogno dell'ambizioso e a suo modo raffinato capo indiano Tecumseh (altro nome divenuto proverbiale) di una nazione indiana. «Il suo urlo di guerra continuava a farsi udire, finche al tramonto cessò». La morte di Tecumseh aveva ucciso il sogno «scomparso per sempre con il suo corpo».
Subito dopo Monti rievoca da par suo l'episodio supremo dell'epopea indiana, con l'effimera vittoria di Sitting Bull: la battaglia di Little Big Horn il 26 giugno 1876.
Ho visitato quel campo di battaglia, trascorrendo due notti nella cittadina di Custer, intitolata all'ambizioso e insieme funesto sconfitto, appunto il generale George Armstrong Custer. Monti-Kelso ce ne propongono due incalzanti versioni. Rimane un interrogativo, su cui tuttora si discute. Davvero gli indiani non scotennarono i caduti nemici? Gli studi più recenti sostengono che risparmiarono sicuramente Custer, il che prova il suo suicidio. Gli indiani non si appropriavano mai dello scalpo dei suicidi.

Monti, nelle sue oltre cinquecento pagine, grazie a Kelso prende slancio prospettico per una storia durata, nel suo insieme, duecento anni. Va osservato che, non a caso, l'epica di «Passarono di qui» ha un finale malinconico, saremmo tentati di dire crepuscolare. Assistiamo al tramonto anche esistenziale dei superstiti ormai confinati. E' Sitting Bull, del resto, a dire: «So che il sole che splende ancora sulla mia gente sta per tramontare». Cosi, nelle ultime pagine, si stende una fascia di malinconia, con l'incontro di Kelso e del vecchio capo cree a Regina, cittadina del Canada che conosco bene. Il superstite, invecchiato, quasi flaccido, che procede zoppicando e reggendosi con un bastone. E' «un indiano più bianco di un bianco».
Monti si è davvero Impadronito di storia e di leggenda, né bisogna trascurare la ricchezza illustrativa del suo libro. Mi perdonate se contrappongo all'epica, per concludere nel segno dell'aneddotica, una storiella popolare americana, raccontata tra l'altro in un suo libro da Paul Goodman. Su una spiaggia americana, alcuni indiani giocano a rimpiattino. Sono nascosti tutti salvo uno, in piedi all'aperto, il quale vede giungere una nave, sulla cui tolda sta un uomo bianco. «Chi siete?» domanda lo sconosciuto. «Indiani. E tu?». «Io mi chiamo Colombo». L'indiano si volta: «Ragazzi», grida, «venite fuori. Siamo stati scoperti».


Vai alla scheda del libro
Visualizza l'immagine dell'articolo

Pubblicato: 28.01.2012
Odoya srl. Via Carlo Marx 21, 06012 Città di Castello (PG)
Tel +39.0753758159 / Fax +39.0758511753 - info@odoya.it - P. iva 02774391201
Copyright © 2019 Odoya. Powered by Zen Cart - Designed by InArteWeb
Parse Time: 0.079 - Number of Queries: 133 - Query Time: 0.034190830078125