Storia del dessert su TuttoLibri de La Stampa

Storia del dessert su TuttoLibri de La Stampa

FRANCIA E AUSTRIA SONO LE SUPERPOTENZE. L'INDIA NE E' OSSESSIONATA
Recensione apparsa su TuttoLibri della Stampa l'8 Dicembre 2012


di Rocco Moliterni

Il giro del mondo alla scoperta di sua maestà il dolce.

Perché in Francia si considera dessert ossia dolce da fine pasto una tarte au chocolat che ha gli stessi ingredienti di un pain au chocolat che invece si consuma solo a colazione o al massimo a merenda?
E perché invece gli gnocchi di frutta in Austria si possono mangiare sia come primo che come dessert ma mai a merenda?
Se questi interrogativi suscitano in voi l’interesse non solo del goloso ma anche dello storico e dell’antropologo c’è un libro che fa al caso vostro ed è Storia del dessert. La più dolce delle invenzioni di Michael Krondl. L’autore è uno storico e critico newyorkese di gastronomia, ma anche cuoco ed artista. Come racconta lui stesso un pomeriggio a Bruges, in Belgio, ebbe un’«epifania», vedendo due anziane signore che si abboffavano di crostate e torte in una pasticceria. Iniziò a considerare la differenza tra la pasticceria francese (semplice appendice di una grande cucina) e quella belga: per quelle signore e per i belgi in generale la pasticceria è il pasto. Così gli venne l’idea di fare un giro intorno al mondo alla scoperta di cosa il dolce e la pasticceria rappresentassero nelle varie culture e per i vari popoli. Un’impresa per certi versi titanica cui mise dei limiti: il suo viaggio è in sei tappe. Anche «perché per ragioni storiche e culturali alcune nazioni sono più versate nell’arte dolciaria rispetto ad altre».
Si parte con l’India («un paese quasi ossessionato dai dolci»), si passa al Medio Oriente (fondamentale per capire le origini e gli sviluppi della pasticceria non solo in Europa) e poi all’Italia senza la quale è difficile contestualizzare la pasticceria delle due “Superpotenze del dolce”: la Francia e l’Austria. Si finisce con gli Stati uniti, che da potenza globale influenzano anche i consumi di dolciumi del resto del mondo.
Il libro, con le sue 350 pagine, non va giù proprio come un babà (anche se non è meno ricco di gusto).
La prefazione è del pasticcere italiano Gino Fabbri.


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Pubblicato: 14.12.2012
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