Non solo Cowboy su La Lettura del Corriere

Non solo Cowboy su La Lettura del Corriere

NEL WEST IN CERCA DI INDIANI E MAMMUT
Recensione apparsa su La Lettura del Corriere della Sera il 04 Agosto 2013


di Marco Ostoni

Altro che Lonely Planet o Touring Club. Le agenzie e gli operatori turistici specializzati nei viaggi a stelle e strisce dovrebbero mettere in vetrina o nella propria home page il godibilissimo volume di Tim Slessor Non solo cowboy (Odoya). Spot migliore l'America «profonda» non potrebbe trovare, complici una copertina illustrata che sembra uscita dai torchi di Bonelli e una scrittura agile e spumeggiante, imbevuta del tipico humour britannico di un autore "per l'appunto inglese" che al lavoro con la penna ha sempre affiancato quello dietrola cinepresa, come documentarista della Bbc, e che al mito del West ha dedicato una vita, trascorrendo un anno a Chadron, nel Nebraska (insegnando inglese in un college) e poi tornando con ripetuti soggiorni nelle High Plaines , prima ancora di raccontarlo in parole e immagini.
Premesso il taglio divulgativo dell'opera (non è un saggio sulla frontiera americana, ma piuttosto una galleria di figure, storie e luoghi frutto di testimonianza diretta, oltre che di buone letture), Slessor parte da due assunti per riavvolgere il suo personalissimo film: che uno «straniero» possa offrire un'interpretazione diversa (e più distaccata) di un'epopea descritta in fiumi di carta e chilometri di pellicola e che il West, come gli suggerì una volta un petroliere, «è un sacco di altre cose, non solo cowboy» . Non solo cowboy, dunque (come recita appunto il titolo), ma comunque uomini (e donne) prima che eventi e luoghi . Sono loro, con le loro passioni, i loro vizi e le loro virtù, a suscitare l'interesse del documentarista, che dopo l' affresco autobiografico iniziale e la ricostruzione dei primi passi verso Ovest della giovane nazione (con l'acquisto della Louisiana francese che raddoppiò l 'estensione territoriale originaria), prende a tratteggiare le figure che hanno contribuito a fare della storia il mito: dagli esploratori Lewis e Clark, mandati all'avanscoperta a inizio Ottocento dal presidente Jefferson in cerca di mammut e indiani che parlassero gaelico (tanto potevano la fantasia e l'ignoranza dell'epoca), al bandito per antonomasia Butch Cassidy (con il giallo sulla sua fine), passando per alcuni leggendari trappisti (John Colter su tutti), il capo mormone Brigham Young (cui si deve la fondazione di Salt Lake City), le controverse figure dei vari militari con le stellette Fetterman Carrington, Carter) e i capi dei nativi, ostili o amici degli yankees (Toro Seduto, Nuvola Rossa, ecc.). Tutto ciò senza trascurare la geografia e l'economia, oltre alla storia, e senza il timore di esporsi in interpretazioni personali (suggestiva quella sul ruolo dell'avidità nell'intrapresa della ferrovia transcontinentale). Un libro anche da vedere, grazie al ricco apparato iconografico, e, perché no, da ascoltare: con la musica di Morricone per colonna sonora.

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Pubblicato: 03.09.2013
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