All the Madmen su Rolling Stones

All the Madmen su Rolling Stones

Recensione apparsa su Rolling Stones di Settembre 2013

di Carlotta Vissani

“And I’d rather play here / with all the madmen...”, cantava Bowie.
Heylin, biografo di Dylan e giornalista musicale, sceglie All the Madmen (traccia dell’album The Man Who Sold the World) come titolo per un viaggio nel rock britannico datato 1965-75, decade in cui si composero canzoni destinate a entrare nella leggenda.
Ma che cosa c’entra la pazzia? Molto. È la vera protagonista. Heylin è convinto che alcuni capolavori musicali, da The Dark Side of the Moon a Pink Moon, siano il frutto di uno stato di grazia dipendente dall’instabilità mentale (oltre che dall’assunzione di droghe e alcol). Sarà vero? Di sicuro siamo portati a pensare che l’arte nasca da personalità ipersensibili, inclini a megalomania, depressione. E se il compositore di ballate Thomas Percy scriveva nel 1765: "È degno d’attenzione il fatto che gli inglesi abbiano più canzoni sull’argomento della pazzia di qualsiasi loro vicino”, non c’è di che stupirsi.
In queste pagine animate da Pete Townshend, Ray Davies, Syd Barrett, Nick Drake, aneddoti, citazioni e dettagli abbondano.
Qualche parentesi in meno e qualche slancio narrativo in più avrebbero giovato, ma un neo non guasta un bel volto.


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Pubblicato: 10.09.2013
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