Storia del Partito Socialista Rivoluzionario su Libero

Storia del Partito Socialista Rivoluzionario su Libero

POLITICA DA ROMANZO
Recensione apparsa su Libero il 28 Dicembre 2013


di Ettore Maria Colombo

Con socialisti su Marte
I rivoluzionari di Evangelisti

Solo un raffinato scrittore di fantascienza cupa e noir quanto avvincente come Valerio Evangelisti (impossibile compendiare, in poche righe, la figura e l’opera di un autore poliedrico e di fulgida scrittura come lui che, dopo quaranta saggi storici, dal 1993 si è dedicato anima e mente al ciclo di Nicolas Eymerich, inquisitore, presto meglio noto come Saga di Eymerich, cui è seguito il successo di un'altra trilogia, Magus, e di molti altri libri) poteva mettere mano a un opera di questo genere. Opera che, peraltro, di mani ne vede ben quattro in azione, visto che coautrice ne è la meno nota Emanuela Zucchini. Il volume, peraltro, è una ristampa perché era uscito, una prima volta, nel 1981, solo che era rimasto per decenni introvabile. Ma se la ristampa per Odoya (pp. 320, euro 20, e con tante illustrazioni) è una chicca in sé, lo è anche la storia che questo libro racconta. Infatti, se della storia del Partito socialista italiano (Psi), nato a Genova nel 1892, si sa tutto (o quasi tutto...) fino al suo infausto epilogo craxiano (1992), del Psr non si sa quasi nulla. Si tratta, detto in poche righe, del pre-partito socialista fondato dal deputato socialista romagnolo Andrea Costa, che lo costituì nel 1881 nella sua Romagna e che prevedeva, per statuto, l’accettazione di tutte le scuole del pensiero marxista e socialista dell’800 (anarchici, mazziniani, radicali, socialisti, comunisti ecc.) in un mix inedito e originale che, grazie all’elezione dello stesso Costa in Parlamento (1882), accarezzò, sia pure per una breve stagione, il sogno di diventare un partito nazionale (si denominò «italiano» dal 1884). Subito, però, iniziarono i primi dissapori (neppure il santo laico Costa voleva litigare col governo dell’allora Sinistra storica di Depretis) che portarono a una prima scissione (quella della componente anarchica, ovviamente) e, poi, a una fusione con il Partito operaio italiano (Poi): perso l’entusiasmo, alle elezioni del 1892 il Psr decise, alla fine, di confluire nel Psli, poi noto come Psi (1892). Detta così, si tratta di una nuda cronaca storica, ma con Evangelisti c'è, ovviamente, da aspettarsi ben di più. Il tocco da maestro dell’autore di fantascienza racconta di lotte bracciantili e grandi bonifiche, delle prime cooperative "rosse" create per cercare di assicurare un salario alla massa dei precari dell’agricoltura e della teoria del "comunalismo", e cioè del tentativo dei socialisti rivoluzionari (Costa e non solo) di prendere il potere a partire dai Comuni, visti come isole anti-sistema da rivolgere contro l’apparato. Una sorta di rottamazione social rivoluzionaria dello Stato ante litteram. Del resto erano – Evangelisti e Zucchini lo raccontano con un piglio e un taglio da veri, fascinosi, narratori – anni in cui era d’uso girare per strada con coltello (e, a volte, pure la pistola) e gli scontri mortali tra anarchici, repubblicani e socialisti erano quotidiani come le repressioni, mentre i gendarmi irrompevano con le sciabole nelle riunioni. Inoltre, le sorprese non finiscono mai. La prima è una chicca storiografica. Il libro sul Psr nasce, nel 1981, come estensione naturale della tesi di laurea di Evangelisti, ma a causa del suo essere non allineata con le posizioni della storiografia marxista (socialista e comunista) dominante all’epoca verrà sempre ignorato nella pubblicistica scientifica sul periodo. La seconda è che dietro il saggio vi è anche un romanzo. Infatti di Evangelisti è appena uscito Il Sole dell’Avvenire. Vivere lavorando o morire combattendo (Mondadori, pp. 530, euro 17,50), prima parte di una trilogia che coprirà un settantennio di storia e di lotte contadine. Qui la storia del Psr rivive in protagonisti forti e potenti, Attilio e Canzio, degni dei personaggi di Novecento di Bernardo Bertolucci.


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Pubblicato: 20.01.2014
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