Praga sul Sole24ore

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IL FASCINO LUCIFERINO DI PRAGA
Recensione apparsa su Domenica del Sole24Ore il 05 Gennaio 2014


di Camilla Tagliabue

Ritratto di signora città: è « barocca ma si estende su una pianta medievale»; è stata vittima sia del nazismo sia del comunismo; fu cuore dell'Europa rinascimentale e della moderna industria del sesso (con i suoi cento e passa bordelli); « più di un terzo della sua popolazione è atea»; il suo pantheon di santi laici e martiri eretici sfila lungo il ponte Carlo; è stata capitale del Sacro Romano Impero, ma fu fondata da una donna; è orgogliosamente ceca, nonostante il suo figlio più famoso sia un ebreo di lingua tedesca; ha fatto la rivoluzione, ma «di velluto»: benvenuti a Praga, contraddittoria, malinconica e volitiva come una sciantosa. Qui la «rivoluzione era stata una questione di teatro tanto quanto di politica», guidata, tra gli altri, dal commediante e poi presidente Vàclav Havel, che nominà la rockstar Frank Zappa «ambasciatore straordinario della Cultura della Cecoslovacchia». Il paese riuscì a emanciparsi dall’Urss in soli dieci giorni, laddove la Polonia ci aveva impiegato dieci anni, l’Ungheria dieci mesi e la Germania dell’Est dieci settimane. Ora Andrew Beattie abbozza un affettuoso affresco della città, da gustarsi pure come una guida turistica, spiluccando tra letteratura e storia, arte e musica, cinema e fotografia, in compagnia di Franz Kafka e Milan Kundera, Karel Capek e Jaroslav Hasek, Milos Forman, Bedrich Smetana e Antonin Dvorak . Ma Praga fu pure musa feconda per immigrati di lusso: qui Mozart compose il Don Giovanni, l’ Arcimboldo era il pupillo di corte e Chatwin e Roth vi ambientarono due celebri romanzi. Stravaccata sul fiume Moldava, ricca di verde e arroccata sulle colline (come Gerusalemme e Roma), la capitale boema ha un fascino sotterraneo e luciferino, grazie ai suoi cinque popolosi cimiteri, alla lunga tradizione cabalistica (che partorì la leggenda del Golem), al via vai di matematici, astronomi e astrologi . Infatti, il suo più illuminato, quanto eccentrico, sovrano, Rodolfo II, amava «circondarsi di alchimisti e maghi» e teneva un leone in casa preferendo «la compagnia degli animali a quella delle persone». Non a caso, «morìdi crepacuore tre giorni dopo la morte del suo amato leone domestico». E ancora per Kafka, quasi 500 anni dopo, la città era maliarda e conturbante proprio come un felino: «Praga non ci lascia andare, nessuno di noi . Questa piccola madre possiede artigli. Non si può far altro che arrendersi».


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Pubblicato: 20.01.2014
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