La zoccola etica su Vanity Fair

La zoccola etica su Vanity Fair

COSE A TRE (O PIU')
Recensione apparsa su Vanity Fair il 05 Febbraio 2014

Sì, sono una zoccola (ma etica)

di Irene Soave

Non è scambismo né infedeltà, bensì una nuova forma di rapporti di coppia dove l'amore e i partner si moltiplicano, alla luce del sole. Un manuale, best seller in America e ora anche in italiano spiega come

Il 35% degli italiani e il 53% dei francesi, con buona pace dei detrattori di Hollande – pensa che le corna «non siano tollerabili»: secondo una ricerca (Pew Research Center) siamo, in tema, i due paesi più easy d’Europa. Non è un caso, quindi, che siamo anche i primi dove il best seller americano La zoccola etica è stato tradotto: il tema è il «poliamore» cioè la scelta di vivere apertamente più relazioni insieme. Che non è scambismo: le relazioni non sono solo sessuali. Né poligamia: non sempre le storie sono sullo stesso piano. Né soprattutto, infedeltà. «Tutti i partner coinvolti sanno degli altri, li accettano e a volte ci entrano in relazione».
Così le autrici Janet Hardy, 58 anni e Dossei Easton, 70 – amanti da 16, durante i quali una si è sposata e l’altra ha avuto varie storie – spiegano la loro scelta di vita. Con frasi che sembrano uscite da una comune hippy: «L’amore si moltiplica, non si divide»; ma anche risposte quasi sempre corali – piene di consigli pratici: «Non lasciate che un partner finisca il latte dell’altro»; «accordatevi sulle cose che volete in esclusiva»; persino: «programmate gli orari delle liti». Tutto preceduto dalla frase «se vi fa stare meglio»: «È la base. Sappiamo che c’è chi sta bene monogamo, ma abbiamo scritto un manuale per chi vorrebbe amore e sesso in abbondanza e pensa non si possano avere. Ed è limitato dalle proprie emozioni prima che dagli altri».

Chi è la zoccola etica?
«Chiunque, maschio o femmina, celebri il sesso perché è bello e fa bene. Può farlo da solo o con una squadra di calcio, ma condivide la propria sessualità come i filantropi il denaro».

I poliamoristi si definiscono una comunità: è importante questo aspetto?
«Molto. Se vivi la tua scelta da solo al primo scoglio crederai che sei sbagliato. Bisogna parlarne. E una comunità dà sostegno: ci guardiamo i bambini a vicenda e abbiamo sempre spalle su cui piangere».

E chi vive in un Paese dove non ce ne sono?
«In Italia i poliamoristi sono almeno 800! Per questo incoraggiamo il coming out: non sempre si riesce, non tutti i capiufficio, i compagni di scuola dei figli capirebbero. Ma chi può deve farlo, per dare coraggio agli altri e fare comunità. E perché il poliamore può essere più gestibile del tradimento.

Come?
«Se tradisco il mio partner la bugia ci allontana anche se è per risparmiargli il dolore. E il terzo resta solo uno “sfascia famiglie”. Ma è sbagliata l’idea che l’amore per altri sia per forza spia di problemi nella coppia, o che il sesso sia “solo sesso”».

Quante coppie reggerebbero alla confessione?
«Serve molto lavoro. Ma ci sono vantaggi: se un uomo sposato ama anche un’altra e la moglie lo accetta, questa potrebbe essere una “zia” per i loro figli. Senza un divorzio, in cui i figli diventerebbero parte di una guerra».

Un po’ utopico?
«Per esperienza, due persone che condividono un partner possono piacersi. In fondo amano la stessa persona. Però tutti devono lavorare su senso di possesso e competitività. E gelosia».

Non è uno scoglio troppo grande?
«È un sentimento: si può gestire. Cosa temo dell’altro? Che abbia un pisello di tre metri? Che sia una sosia di Barbie? Le cose che i due condividono, il mio partner non le da anche a me? E soprattutto: che altri modi posso avere, mentre loro sono insieme, di sentirmi desiderata e amata?»

È uno sforzo alla portata di tutti?
«Se si è cresciuti in una famiglia arida può essere arduo. Ma in genere è meno difficile di quel che pensi. E molto gratificante».



LE REGOLE DEL BUON POLIAMORISTA

«Non c'è un galateo su come perseguire i nostri intenti in maniera educata e rispettosa: dobbiamo inventarlo noi», spiega Easton. Ecco i principi base tratti dal manuale.

Domande
La zoccola etica si chiede: qualcuno sta subendo un danno? Ci si sta esponendo a rischi? Le persone coinvolte sono consapevoli? Ma anche: questa esperienza è divertente? Sta aiutando qualcuno a crescere?


Consenso
Lo scopo è il benessere di tutte le persone coinvolte. Se qualcuno sta subendo una costrizione, un ricatto, un inganno, la relazione non è etica.

Onestà
La zoccola etica riflette sulle proprie emozioni, e ne parla con i partner, sapendo di non perdere il loro amore.

Rispetto
Non permette che le proprie scelte sessuali gravino su chi non ha acconsentito a partecipare.

Responsabilità
Dei sentimenti propri. La zoccola etica lavora sulla propria gelosia, per non avere atteggiamenti aggressivi o di controllo.


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Pubblicato: 08.03.2014
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