La zoccola etica sul Venerd́ di Repubblica

La zoccola etica sul Venerd́ di Repubblica

IL TITOLO E UN PO' FORTE, LA ZOCCOLA ETICA, MA QUESTO SAGGIO DI DUE SCRITTRICI AMERICANE ELOGIA UNA POLIGAMIA SENZA SLEALTÀ. COME QUELLA DEI FIGLI DEI FIORI
Recensione apparsa sul Venerdì di Repubblica il 07 Febbraio 2014

Chi l'ha detto che l'amore libero è un mito (superato) degli Anni 70?

di Tiziana Lo Porto

È del 1997 la prima edizione americana di The Ethical Slut: A Guide to Infinite Sexual Possibilities. Autrici Dossie Easton e Janet Hardy, psicoterapista la prima, sessuologa la seconda, scrittrici entrambe. Diciassette anni dopo l'uscita negli Stati Uniti, il libro arriva anche in Italia con it titolo La zoccola etica. Guida al poliamore, alle relazioni aperte e altre avventure, dove per poliamore (dall'inglese polyamory) si intende l'avere relazioni sessuali con più partner con il consenso delle persone coinvolte. Di questo (e più in generale, della sessualita non convenzionale) racconta il libro, facendosi forte di esperienze di vita vissuta in prima persona più che delle versioni idealizzate incontrate in film e romanzi. E se la lettura di questa edizione italiana trovasse resistenza da parte di chi, comprensibilmente, ritiene che «zoccola» sia un termine squalificante e respingente, basta superare la copertina e leggere le prime pagine per capire che il libro trascende il titolo, riuscendo a smarcarsi della volgarità, a superare le differenze di genere (maschio/femmina) e a lasciarsi nobilitare della presenza di quell'etica che non è soltanto un aggettivo. Zoccola etica (o ethical slut nell'originale) diventa cosi definizione di una categoria in cui ci si potrebbe o vorrebbe riconoscere. C'è un momento del libro, per esempio, in cui si sfatano con saggezza i seguenti miti: le relazioni monogamiche a lungo termine sono le sole vere relazioni; l'amore romantico è il solo vero amore; il desiderio sessuale e una forza distruttiva; amare qualcuno ci autorizza a controllare il suo comportamento; la gelosia è inevitabile e non può essere superata; le relazioni esterne riducono l'intimità all'interno della relazione primaria; l'amore fa miracoli (e se ci si ama non si litiga). Particolarmente illuminato e il paragrafo dedicato al falso mito su relazioni esterne e relazione primaria, dove viene detto (e prima di Easton e Hardy lo aveva gia cantato benissimo Lucio Battisti) che il tradimento non è necessariamente sintomo di malessere all'interno di una coppia, che il tradito non deve farsene sempre una colpa, e che il traditore non deve scervellarsi per trovare chissà quale causa scatenante che non sia la pura attrazione fisica e/o emotiva verso una persona esterna alla coppia. Detto in altre parole: il tradimento ha l'importanza che gli si dà, anche nessuna se vogliamo. Facile cosi. Ancora più facile è la definizione di zoccola etica, presa in prestito a una giovane figlia dei fiori intervistata da Easton nel 1967: «Noi crediamo che sia ok fare sesso con chi si ama, e crediamo nell'amare tutti». E tutta la saggezza della facilita (del vivere e dell'amare) la ritroviamo poco piu avanti nella domanda: «C'e forse una qualche virtù nell'essere difficili?».


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Pubblicato: 08.03.2014
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