Non solo cowboy su Tex

Non solo cowboy su Tex

Recensione apparsa su Tex tre stelle, n. 599, Gennaio 2014

di Graziano Frediani

Mentre l'Almanacco del Mistero 2014 è ancora in edicola, stiamo dando gli ultimi ritocchi al prossimo volume di questa nostra collana bimestrale: l'Almanacco del West 2014. So che ai più fedeli fra voi piace conoscere in anteprima gli argomenti che saranno trattati nelle sue 176 pagine (di cui 66 a colori) e cosi posso anticiparvi che, stavolta, vi troverete un dossier scritto da Maurizio Colombo e dedicato a Giuliano Gemma, l'attore che ha interpretato molti western all'italiana (ma anche molti film "d'autore") e che, purtroppo, è morto tragicamente nell'agosto 2013.
Luca Barbieri traccia un ritratto del grande capo indiano Toro Seduto, mentre il sottoscritto rende omaggio agli scalpitanti compagni d'avventure di tanti eroi letterari, fumettistici e cinematografici, ovvero i cavalli. Oltre a un episodio inedito di Aquila della Notte illustrato da Orestes Suarez, non mancano le rubriche che passano in rassegna i film (pochissimi, per la verita), i telefilm, i videogiochi, i fumetti e i libri western più interessanti, usciti negli ultimi dodici mesi.
In ambito editoriale, il giusto spazio è concesso a una proposta — ne vedete la copertina a destra — che porta il marchio della Casa editrice più attenta al mondo della Frontiera, la bolognese Odoya, e della quale voglio darvi segnalazione anche in questa rubrica. Si intitola
Non solo cowboy e promette di accompagnarvi in "un viaggio nelle storie più intriganti del Selvaggio West". E ce n'è davvero un'infinità, di storie intriganti, nel volume compilato con passione ed entusiasmo da Tim Slessor, giornalista, produttore televisivo e scrittore britannico, che ha lavorato per anni alla Bbc, curando decine di serissimi documentari sull'Ovest americano. Stavolta, però, Slessor ha voluto prendersi una vacanza, per rivisitare liberamente un'epoca e i suoi personaggi con la certezza che il West è, prima di tutto, un ideale, uno stile di vita, un atteggiamento, un particolane modo di fare e di parlare.
Ne è venuta fuori non una storia del Wild West qualunque, ma una sorta di "castello dei destini incrociati", per dirla con Italo Calvino: un viaggio laterale sui sentieri meno battuti di un'epopea di cui molti pensano di sapere gia tutto. Invece, nell'intrico senza fine delle esistenze che cercarono (e trovarono) una svolta, bella o brutta, lungo i fiumi, le praterie, le montagne delle terre di frontiera a Ovest del Mississippi, si nascondono aneddoti, misteri, punti di vista, segreti ancora da esplorare.
Ad aprire il sentiero, ci sono, inevitabilmente, i due capitani, Meriwether Lewis e William Clark, che, nel 1804, guidarono una rocambolesca spedizione alla ricerca del leggendario Passaggio a Nord Ovest, seguendo le istruzioni del Presidente Jefferson: "La vostra missione", aveva detto loro, "consiste nello scoprire quale sia la più diretta e pratica via di comunicazione fluviale attraverso il continente... Conoscere i nomi delle nazioni, il loro linguaggio, le loro tradizioni, i monumenti, le leggi e usanze, le malattie e le cure per le medesime, gli animali, i resti di quelli che potrebbero essersi estinti (Jefferson collezionava ossa preistoriche, ndr)... Le vostre osservazioni dovranno essere riportate con grande cura e attenzione, in diverse copie, una delle quali dovrà essere scritta su corteccia di betulla, meno soggetta all'umidità. lnoltre nominate la persona che dovrà prendere il vostro posto nell'eventualità che doveste morire". Scongiuri a parte, dopo aver immagazzinato una buona scorta di inchiostro e di cortecce di betulla, Lewis e Clark partirono, scrive Slessor, insieme a una quarantina di persone (c'erano soldati, cacciatori del Kentucky, "voyageurs" francofoni che conoscevano il territorio, ma anche York, il servitore nero di Clark), a bordo di una chiatta "lunga circa diciotto metri, con una piccola cabina a poppa, un'ampia vela quadrata e ventidue remi". Quel che trovarono di fronte a sé è rievocato da Slessor con una prosa chiara e di piacevolissima lettura, che apre le porte di un mondo violento e affascinante, la cui conquista — nel bene e nel male — ha segnato per sempre l'immaginario collettivo dell'intero pianeta.
Non vi anticipo altro, se non che, in
Non solo cowboy, potrete scoprire che "i giovani Stati Uniti raddoppiarono le loro dimensioni acquistando dalla Francia la Louisiana, nel 1803, col denaro preso in prestito dai britannici, e che questi documenti sul maggiore accordo immobiliare della storia sono, a tutroggi, conservati in una cassaforte di Londra" E ancora: Butch Cassidy, l'inafferrabile capo del Mucchio Selvaggio, rimase davvero ucciso in Bolivia? Secondo quanto riferisce Slessor, pare che, al contrario, il capo del Mucchio Selvaggio "sia tornato negli Stati Uniti, sotto falso nome, per finire i suoi giomi nel West povero in canna. Nel 1935 propose perfino una sceneggiatura autobiografica ai produttori hollywoodiani, che la rifiutarono perché poco credibile".


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Il numero 599 di Tex tre stelle
Tex tre stelle con recensione a Non solo cowboy

Pubblicato: 17.03.2014
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