Guida alla letteratura di fantascienza su Tex

Guida alla letteratura di fantascienza su Tex

Recensione apparsa su Tex - Nuova ristampa, n. 347, Marzo 2014

di Graziano Frediani

Ha la struttura di un'enciclopedia tematica, scandita da "voci" (Alieni, Androidi e robot, Catastrofi, Dischi volanti, Mondi perduti, Mostri, Viaggi nel tempo...), ognuna delle quali sviluppa e approfondisce un argomento in modo critico, mostrandone l'evoluzione dalle origini a oggi. È un manuale ragionato che, in 656 pagine, oltre ai filoni principali, mette a fuoco gli autori piu rappresentativi, forte di un ricco corredo di foto, copertine, curiosità, approfondimenti, rimandi, legati soprattutto al mondo del cinema.
Parlo del massiccio volume di cui vedete la copertina in basso:
Guida alla letteratura di fantascienza, edito da Odoya, nasce dal lavoro di un gruppo di esperti coordinati da Carlo Bordoni e uniti dal comune convincimento che "la fantascienza ha cambiato il mondo". E lo ha fatto, come anche tutti noi comuni lettori-spettatori ben sappiamo, "immaginando" il futuro, anticipando invenzioni e scoperte scientifiche, mettendo in guardia contro i rischi della meccanizzazione e dell'alienazione, e, ancor piu, "rappresentando, al pari di altre opere della creatività, l'intuizione e la complessità del pensiero umano".
Inevitabilmente, fra i Grandi citati, non poteva mancare il compianto Richard Matheson. La morte lo ha colto a Los Angeles, California, il 23 giugno 2013, ottantasettenne (era nato ad Allendale, New Jersey, il 20 febbraio 1926), eppure ancora saldamente in vetta alla fama acquisita con un ininterrotto lavoro di scrittura, nell'ambito del fantastico e dell'orrorifico, ma anche in quelli del giallo, del western, della fantascienza. Nel ricordarlo, sulle pagine dell'Almanacco del Mistero 2014, il nostro Giuseppe Lippi ne elogiava l'inesausto fervore narrativo, frutto di una carriera iniziata quando Matheson aveva poco più di vent'anni, e proseguita sino alla fine. La sua specialità, piu che iI romanzo, era il racconto, la narrazione breve, fitta di idee concise, di scarti improvvisi, di suggestioni spiazzanti che lasciano il segno. Infatti, dice Lippi, oltre ad alcuni temi ricorrenti (primi fra tutti, la solitudine e il timore dell'abbandono), "è la scossa, il rovesciamento di prospettiva, il vero fulcro delle sue opere. Che sono sì realistiche e a noi vicine, ma soltanto nel senso che riguardano il lato più vulnerabile della personalità, l'angolo dolente di ogni essere umano". E poco importa dove si svolgono le sue trame; infatti, "per un esploratore della solitudine con la sensibilità di Matheson l'ambiente è soltanto uno sfondo per richiamarci a un pietoso senso della realtà, a una tragicommedia di cui sono protagoniste anime isolate che potrebbero vivere a New York o a Parigi, e che a volte si trovano a bordo di un aereo a novemila metri, senza che la situazione cambi di una virgola".
Ho voluto citare qui le parole di Giuseppe Lippi (che, non a caso, è anche il curatore di Urania, la più importante e la più longeva delle collane dedicate alla letteratura di science-fiction), in quanto spiegano perfettamente l'impressione rimasta nel cuore di chi, pur non avendo mai letto un testo di Matheson, ha visto, sul piccolo schermo, Ai confini della realtà. Si, perché, a ideare e sceneggiare una buona parte delle storie narrate in quello straordinario telefilm, fu proprio Matheson, che mise il suo talento di story-teller a disposizione di serial "leggendari" come Alfred Hitchcok presenta, e di film come I vivi e i morti (1960) di Roger Corman, La notte delle streghe (1962) di Sidney Hayers o Dopo la vita (1973) di John Hough. A lui si devono, inoltre, fra il 1972 e il 1973, due tv-movies di taglio noir-soprannaturale sul cacciatore di vampiri Carl Kolchak (The Night Stalker e The Night Strangler, trasformati in serie regolare nel 1974-75), e importanti antologie (lncubo a seimila metri, Duel e altri racconti, The Box), pubblicate in Italia da Fanucci.
Chi ancora non li conoscesse, pur avendo magari visto le pellicole che ne sono state tratte, troverà irresistibili le allucinanti atmosfere dei suoi romanzi-capolavoro, anch'essi riproposti da Fanucci: lo sono leggenda (1954), Tre millimetri al giorno (1956), lo sono Helen Driscoll (1958), Ghost (1982); anche se non è facile trovarlo, vi invito, infine, a cercare I ragazzi della morte (1960), basato sulle sue esperienze di un giovane soldato nella Seconda Guerra Mondiale.


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Il numero 347 di Tex nuova ristampa

Tex nuova ristampa con recensione a Guida alla letteratura di Fantascienza

Pubblicato: 23.03.2014
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