Peggy Guggenheim su Il Gazzettino

Peggy Guggenheim su Il Gazzettino

AL CINEMA O IN LIBRERIA PEGGY DA' ANCORA SCANDALO
Recensione apparsa su Il Gazzettino il 29 Aprile 2014

di Sergio Frigo

A 35 anni dalla morte, avvenuta il 23 dicembre 1979, Peggy Guggenheim continua a suscitare interesse, a destare scandalo, a ispirare gli artisti, cineasti o scrittori che siano.
È in arrivo ad esempio un documentario biografico su di lei diretto da Lisa Immordino (già al Lido nel 2011 con un bio-pic su Diana Vreeland: L'imperatrice della moda), e si parla anche di un vero e proprio film, su cui stanno lavorando la consulente e curatrice d'arte americana Eleanor Cayre e il produttore Nikki Silver, riproponendo tentativi che datano più di trent'anni, e che hanno coinvolto a suo tempo anche Barbra Streisand. Da domani sarà invece nelle librerie una nuova biografia, Peggy Guggenheim – Un sogno d'eternità, scritta dalla giornalista francese Véronique Chalmet (al suo attivo anche una biografia di Frank Sinatra), pubblicata da Odoya (€ 18).
Un libro che racconta la ricerca della bellezza assoluta che caratterizzò tutta la vita della collezionista americana,ma che non mancherà di suscitare qualche polemica, perché preme molto l'acceleratore sugli aspetti più turbolenti della sua esistenza, che fu spesso votata agli eccessi e alla provocazione, soprattutto sessuale.
Philip Rylands, che a Venezia dirige la Collezione di Peggy e ne difende l'immagine, dice di «avere i brividi per quello che conterranno le oltre 300 pagine del libro», che conosce sommariamente per averne letto sintesi e recensioni quando uscì in Francia, un paio d'anni fa. Accanto ai legami più noti con artisti e intellettuali come Laurence Vail, John Holms, Marcel Duchamp, Max Ernst, Samuel Beckett, Yves Tangui, a Peggy furono attribuiti centinaia di amanti, non solo maschi, e su questo tasto l'autrice non ci va leggera, addentrandosi in descrizioni di incontri amorosi e vere e proprie orge in cui Peggy si aggirava con leggerezza e voluttà: vale anche per la fase veneziana, che inizia con la fascinazione per la luce, i colori, le atmosfere lagunari, prosegue coni successi della sua collezione alla Biennale del 1948, ma si sofferma a lungo sull'ingombrante dotazione sessuale dell'Angelo della città di Marino Marini collocato a Palazzo Venier (su cui lei giocava), sui suoi bagni di sole, nuda, nel terrazzo sul Canal Grande, sulle sue conquiste realizzate o mancate (Somerset Maugham, Eric Hebborn), sul suo ultimo, contrastato amore col giovane meccanico Raoul Gregorich (30 anni lui, 53 lei), morto qualche anno dopo schiantandosi con una delle auto sportive che lei gli aveva regalato.
«Trovo sgradevole questo insistere sugli aspetti scandalistici o eccentrici della sua vita – ribadisce Rylands – sulla bisessualità, il sadomasochismo, le presunte frequentazioni coi satanisti. Ma ci sono anche notizie non accertate o inventate, a partire dalla conoscenza con Hemingway, o imprecise come nei suoi rapporti con Truman Capote: egli fu effettivamente suo ospite (e complice) per un certo periodo a Palazzo Venier, e poi si dimostrò ingrato sparlando di lei nel suo romanzo incompiuto "Preghiere esaudite", ma non è vero, come scrive la biografa, che Peggy non seppe di questo testo al vetriolo: lo seppe, eccome, e ci rimase molto male, sentendosi tradita. E anche i rapporti con i figli non furono così disastrosi come si legge nel libro».
Ma come era davvero questa donna, che frequentò le intelligenze migliori e più creative del suo tempo, e influenzò in profondità l'arte del '900?
«C'è un abisso incolmabile fra l'immagine frivola e ridicola che circola su di lei, e la donna coltissima e sensibile che era, appassionata di Bach, Haydn e Vivaldi, profonda conoscitrice – oltre che dell'arte – della letteratura russa, e capace di scrivere con charme e originalità. Un abisso a cui forse contribuì lei stessa, con un'autobiografia (pubblicata nel 1946, ndr) tanto onesta e anche ingenua da non nascondere proprio niente di sé».
Ma forse proprio una vita "costruita" per essere mostrata, con le sue relazioni turbolente coi protagonisti della cultura del tempo, è il segreto del fascino che a distanza di tanti anni circonda ancorala sua persona.


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Pubblicato: 30.04.2014
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