Storia del Cavallo su Il tempo

Storia del Cavallo su Il tempo

IN SELLA VERSO LA CIVILTÀ
Recensione apparsa su Il tempo il 31 Marzo 2014

di Enrico Tonali

Come per i film stranieri, sarebbe stato meglio per questo libro conservare il titolo originale «Quanto il cavallo ha modellato la civilizzazione». Una conferma di come questo eccezionale animale – l’unico con l'uomo a praticare sport e a competere insieme a lui nei Giochi Olimpici – sia stato importante perla nostra evoluzione non solo tecnica ma anche sociale e politica. Attingendo all’archeologia, alla biologia e all’etnografia, l’opera del docente universitario americano fa luce sulla connivenza che lega cavallo e uomo nei millenni. Dall’era glaciale all'epoca postindustriale, l’equino è stato per i suoi proprietari, sostegno, trasporto, compagno, simbolo di status nella società. La storia del loro rapporto – che qui viene piacevolmente alternata a racconti di tutti i Continenti – iniziò, secondo Chamberlin, con grossi pezzi di carne equina consumati crudi. Ma la caccia ai branchi deve essere stata difficile e sfiancante. Il cavallo dorme poco (gli bastano quattro ore), per altro in piedi bloccandole articolazioni, ha un udito proverbiale (le orecchie possono ruotare persino all’indietro) e un olfatto ottimo. Come un aereo intercettatore è pronto a partire all’istante. E poi perché non utilizzarlo come mezzo di trasporto veloce? Emblematico in proposito il bel filmato promozionale (reperibile su YouTube) della Dubai World Cup 2014 di galoppo: finalmente l’uomo comprende che il cavallo può essere molto più che cibo, ma artefice – in simbiosi con l’uomo – della storia, dell’evoluzione, dello sport spettacolo. «L’aria del Paradiso soffia tra le orecchie del cavallo» ricorda un proverbio arabo. È attraverso quel «mirino» che i grandi cavalieri – come gli italiani Piero e Raimondo D’Inzeo – hanno puntato per superare ostacoli sempre più impegnativi. L’inizio dello sport equestre si fa risalire per convenzione ai Giochi di Olimpia, nel 680 a.C. in Grecia, quando vennero introdotte le corse con i carri, seguite 32 anni più tardi da quelle per cavalli con la sella. Anche nell’ideazione del cinema c’entra una zampa equina, anzi i quattro zoccoli. Nel 1878 in California il fotografo Eadweard Muybridge realizzò una sequenza di immagini sul trotto che Thomas Edison utilizzò per il suo kinetoscopio, antenato delle prime proiezioni.


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Pubblicato: 08.05.2014
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