Guida al Fumetto sul Venerd́ di Repubblica

Guida al Fumetto sul Venerd́ di Repubblica

GUIDA AI DISEGNATORI E ALLE STRISCE ITALIANE
CHE HANNO AVUTO UN GRANDE ESTIMATORE

Recensione apparsa su Il Venerdì di Repubblica l'11 Luglio 2014

COSI ECO SDOGANÒ CORTO MALTESE E APRÌ AI FUMETTI

di Tiziana Lo Porto

C'era un tempo in Italia in cui quasi solo i bambini amavano i fumetti. Non li amavano i maestri e gli accademici, meno che meno certi intellettuali e i politici. Per esempio, Palmiro Togliatti e Nilde Iotti odiavano i fumetti, fortunatamente difesi in pubblici dibattiti da Gianni Rodari ed Elio Vittorini (celebre it suo rispondere «certi fumetti» quando gli venne chiesto di indicare un futuro erede di Faulkner e Hemingway). C'era poi la Chiesa che condannava i fumetti di genere, e in generale quelli in cui apparivano armi da fuoco o caviglie e altre parti di corpi di donne scoperte.
Poi per fortuna arrivano gli anni Sessanta, e con loro Diabolik e la molto sexy Eva Kant, l'autorevolezza e giustezza del saggio Apocalittici e integrati di Umberto Eco a sdoganare il fumetto tra gli adulti («Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese»), Una ballata del mare salato di Hugo Pratt, e la bellissima rivista Linus, che al terzo numero ospiterà le tavole impeccabili di Guido Crepax.
Su questi e sugli anni a venire, a mappare geograficamente e cronologicamente piu di mezzo secolo di fumetto italiano, arriva oggi l'utile e accurata
Guida al fumetto italiano (Odoya, prefazione di Luca Raffaelli, pp. 488, euro 22) di Paolo Ferrari e Marco Prandi. Nel volume si raccontano le gesta di una schiera di personaggi disegnati e dei trenta fumettisti e illustratori italiani che li hanno creati. Si va dalla A di Giancarlo Alessandrini (creatore nel 1982 di Martin Mystere) e Francesco Tullio Altan (a cui dobbiamo l'amatissima Pimpa e molto altro) alla V di Vanna Vinci (insieme a Grazia Nidasio l'unica donna del gruppo, La bambina filosofica è la sua serie piu conosciuta, La Casati. La musa egoista il libro più recente).
Interessanti le storie impreviste e collaterali raccontate nel libro, in cui si scopre per esempio che Peter Pan era il libro più odiato da Altan bambino e che dopo averlo letto lo gettò in un prato vicino casa. O che è dalla foto di Milano di Gabriele Basilico che Paolo Bacilieri ha imparato a osservare e raccontare il mondo e le citta. O che Dino Battaglia, oltre a collezionare soldatini di piombo, che usava come modelli per le figure delle sue tavole, tra un'illustrazione e l'altra ne costruiva di suoi e bellissimi in legno di balsa.


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Pubblicato: 14.07.2014
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