Guida alla letteratura horror su Avvenire

Guida alla letteratura horror su Avvenire

IL DIBATTITO
Recensione apparsa su Avvenire il 26 ottobre 2014

In tempo di crisi anche l’horror riscopre Aristotele

di Roberto Carnero

Racconti di fantasmi, streghe e magia sono già presenti nella letteratura latina: da Svetonio che racconta un caso di poltergeist a Plinio il Vecchio che parla dei “lupi mannari”, da Lucano che affronta il tema della negromanzia ad Apuleio che introduce alcune streghe assassine. Ma è soltanto tra Romanticismo e Decadentismo, cioè tra Otto e Novecento, che nasce e si sviluppa un filone di letteratura horror dai confini precisi. E ciò non è un caso: prima la crisi della ragione illuministica tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo e poi il venir meno delle certezze dello scientismo positivista nell’ultimo quarto dell’Ottocento hanno determinato l'interesse degli scrittori verso le zone oscure e misteriose della realtà e dell’esperienza. Certo è che in più di due secoli la narrativa dell'orrore si è diffusa e sviluppata dando origine a una produzione vasta e articolata, che un recente volume pubblicato dalla casa editrice Odoya si propone di perimetrare. Si intitola Guida alla letteratura horror (pagine 480, euro 22) ed è curato da Gian Filippo Pizzo, un esperto di letteratura e cinema di genere, che si è avvalso dell'aiuto di altri studiosi, quali Walter Catalano, Roberto Chiavini e Michele Tetro. Si tratta di un’opera che va a colmare una lacuna dell'editoria italiana, poiché nel nostro Paese non era mai stata pubblicata una guida agli scrittori horror. Il libro si affianca a un altro uscito lo scorso anno presso lo stesso editore, Guida alla letteratura di fantascienza, anche se è diverso l’impianto generale: qui strutturato non su voci tematiche relative ai particolari sottogeneri, bensì su un’articolazione basata sui nomi degli scrittori, in tutto un centinaio, a ciascuno dei quali è dedicata una specifica voce “enciclopedica”; contenente i dati bio-bibliografici e una valutazione complessiva della produzione. Si va così dai romanzieri gotici di fine Settecento (Horace Walpole, Ann Radcliffe) ai classici dell’Ottocento (Edgar Allan Poe, Roberto Luis Stevenson, Bram Stoker), da quelli del Novecento (Ambrose Bierce, Howard Phillips Lovecraft) ai contemporanei (Stephen King, Joe R. Lansdale), compresi gli ultimi autori di successo (Stephenie Meyer, Thomas Harris). Accanto alle voci principali compaiono diverse schede dedicate ai film tratti da alcuni romanzi e racconti, alle riduzioni a fumetti, ai personaggi e alle figure principali, a diversi approfondimenti e curiosità. Interessante, anche se molto probabilmente destinata a provocare discussioni, la tesi che espone il curatore in apertura al volume, quasi a giustificazione dell'imponente lavoro, muovendo niente meno che da Aristotele e dalla sua definizione di "tragedia
, che – come scriveva il filosofo greco nella Poetica – deve provocare “paura”, “terrore” e “catarsi” nello spettatore: «È singolare come questo si attagli alla definizione che diamo oggi dell'horror. L’horror, ancora più del noir, mira a provocare paura e terrore sciogliendole poi nella catarsi. In altre parole, l’horror non è la tragedia dei nostri tempi, ma ha lo stesso significato nei riguardi degli altri generi che la tragedia secondo Aristotele aveva ai suoi tempi rispetto agli altri generi». Del resto se la letteratura horror è nata per interpretare una crisi, oggi tale “materia prima” continua a non mancare.


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Pubblicato: 21.11.2014
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