Guida al cinema horror su La Stampa

Guida al cinema horror su La Stampa

LE PAURE DALLA A ALLA Z
Recensione apparsa su La Stampa il 01 Settembre 2015


Così il cinema horror ha dato vita agli incubi
Dai demoni alle streghe e ai licantropi, in una guida tutti i film del genere

di Franco Giubilei

C'è una frattura insanabile fra l'horror classico di impronta gothic e il new horror Anni 70, ben rappresentato da un mostro sacro della vecchia scuola, Peter Cushing, che dopo aver visto L'esorcista si ritrasse sconvolto definendo il film di Friedkin «Blasfemo da far star male».
Proprio al nuovo cinema di paura, nato sulle ceneri di Dracula e di Edgar Allan Poee giunto fino a noi, è dedicata la
Guida al cinema horror appena uscita per Odoya edizioni, a cura di Walter Catalano, Roberto Chiavini, Gian Filippo Pizzo e Michele Tetro, dizionario tematico dalla A di Agorafobia alla Z di Zombie. Ecco alcuni esempi.

Agorafobia. Gli spazi aperti possono essere altrettanto terrorizzanti delle case tenebrose, lo dimostrano Un tranquillo weekend di paura di John Boorman, Non aprite quella porta di Tobe Hooper, Le colline hanno gli occhi dell'appena scomparso Wes Craven o Il bosco ha fame di Rob Schmidt.
Bambini. Associati comunemente all'innocenza, sono alla base dei peggiori incubi da grande schermo, si vedano la Regan posseduta ne L'esorcista, il Damien della saga omonima, le agghiaccianti gemelline di Kubrick in Shining. “B” anche come Body Horror: il maestro di questo sottogenere che fa della contaminazione-degenerazione del corpo umano il suo cavallo di battaglia è David Cronenberg: da Il demone sotto la pelle a Rabid, da Videodrome a La mosca e Inseparabili fino a Crash.
Case infestate. Da confortante luogo domestico a covo malefico, la metamorfosi della casa è contenuta in film come Amityville Horror così come nell'opera omonima di Sam Raimi. L'edilizia demoniaca ricorre anche in Rosemary's Baby di Polanski e nella Villa Scott di Corso Lanza a Torino di Profondo Rosso. Da non dimenticare la dimora di Norman Bates in Psycho di Hitchcock.
Demoni e possessioni. È un altro leit-motiv decisivo per il genere, da Rosemary's Baby a L'esorcista, di cui si ricorda la frase terribbile della madre rivolta al prete: «Le dico che quella cosa non è mia figlia!». C'è pure spazio per Al Pacino-Satanasso ne L'avvocato del diavolo e per l'angoscianto The Exorcism of Emily Rose. Variazione delirante sul tema: la saga di Hellraiser.
Eco Horror. «Gli uccelli non sono aggressivi signorina, sono il simbolo della gentilezza», proclamava la donna saccente del film di “Hitch” mentre i pennuti cominciavano a far disastri. Appartengono alla stessa categoria Cujo, il San Bernardo-Killer, tratto da Stephen King e Aracnofobia.
Fanta Horror. Dall'ibridazione fra fantascienza e horror sono nate creature mutanti che animano film come 1975: occhi bianchi sul pianeta terra, o lo stesso Alien di Ridley Scott, un grande classico che mescola abilmente gli ingedienti dei due generi, per non parlare de La cosa di John Carpenter.
Halloween. Dolcetto o scherzetto? In nome della filastrocca recitata dai bambini americani si sono consumati atroci delitti, a cominciare dal capolavoro di Carpenter del '78 fino agli altri film della saga e all'opera di Rob Zombie del 2007.
Italia. Anche i nostri registi hanno fatto accapponare la pelle, anzi, hanno fatto scuola: Mario Bava e Dario Argento naturalmente, Lucio Fulci di Non si sevizia un paperino, che ebbe seri problemi con la Disney per il titolo, ma anche l'horror padano del Pupi Avati degli esordi con Balsamus, l'uomo di Satana nel '70 e dell'inquietante La casa dalle finestre che ridono.
Licantropi. «Guardati dalla luna, David!», così veniva messo in guardia il protagonista di Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis. Altri titoli più o meno memorabili: L'ululato, Wolf e Dog Soldiers.
Musica. Che un disco suonato al contrario contenga messaggi satanici è un classico, qui si ricordano Il fantasma del palcoscenico di De Palma, 7 note in nero di Fulci e Opera di Dario Argento.
Streghe. Come possono mancare? Da Suspiria a quelle di Eastwick, da Blair Witch Project, il più grande film-bidone di tutti i tempi, fino a Drag Me to Hell di Raimi, sempre protagoniste dei nostri incubi
Zombi. Tutto cominciò nel '68 con La notte dei morti viventi di Romero, da allora non si è più fermato, fino ai fasti recenti, anche se televisivi di The Walking Dead.


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Pubblicato: 26.09.2015
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