Condom Party, su Repubblica di Bologna

Condom Party, su Repubblica di Bologna

Recensione apparsa su Repubblica di Bologna 11 luglio 2010

di Alberto Sebastiani

«Allacciate il preservativo!» Voleva dire «le cinture». Il lapsus di Steve Martin è però una delle battute migliori del remake di «il padre della sposa»: la figlia e il fidanzato lo guardano esterrefatti, la moglie lo richiama, lui si schernisce e si corregge. E’ una raccomandazione utile, ma anche un tabù. E pensare che l’uso del condom ha radici lontane! Egizie e forse anche più antiche.

Lo racconta «Storia del Preservativo» di Aine Collier (Odoya), in uscita nelle librerie italiane grazie alla traduzione della scrittrice bolognese Francesca Mazzuccato. E quale migliore occasione di  «Condom Party», lunedì sera in piazza Verdi, per presentare il libro?

La Mazzuccato è uno degli appuntamenti della serata, e con la giornalista Valentina Avon, dalle 22, parla del libro, ma non solo. La scrittrice bolognese non è certo nuova alle riflessioni sulla sessualità, sul corpo, le sue mutazioni e rappresentazioni. Giornalista, autrice di romanzi come «Hot Line» (1996), «Trasgender generation» (2001), «Autobiografie pornografiche» (2010), con un nuovo lavoro in uscita a settembre «Lettere d’amore a Bertrand Chantat», è addirittura considerata da alcuni «la più famosa scrittrice erotic-chic italiana».

«In effetti, le battute si sprecano sul fatto che proprio io abbia curato questo lavoro –dice con ironica rassegnazione la Mazzuccato –.  Ma non è un racconto pruriginoso, anzi. E’ un libro didattico e divulgativo, curioso per curiosi, stuzzicante, con un leggerezza estiva. E’ storia del costume e della tradizione, di politica ed economia, di sessualità e prevenzione sanitaria, che parte da un dettaglio, il preservativo, “umile piccolo preservativo” come dice il titolo originale del libro.  Una grande storia del life style, con schede su questioni storiche e tecniche».

Problemi sanitari e culturali
, tra lettere e scritti di autori celebri, nelle allusioni pittoriche e nelle provocazioni artistiche, nelle leggi, nelle provocazioni artistiche nelle leggi, nelle polemiche, nei dibattiti, ieri come oggi. Gli argomenti per «Condom Party» non mancano di certo, anche perché le considerazioni che possono nascere da questo libro sono decisamente tante. « Mi ha sorpreso la parte antica, che non conoscevo, e che come curatrice ho verificato scrupolosamente, perché i dati storici non erano sempre impeccabili. Mi ha fatto sorridere che il condom fosse nei kit dei soldati per evitare di contrarre la sifilide. Mi ha indignato come anche la storia del preservativo sia una storia della misoginia: la donna è l’untrice, l’unica colpevole di qualsiasi malattia trasmessa sessualmente. Non mi ha invece stupito che la Chiesa, non solo cattolica, da sempre attui un’ingerenza anche pericolosa dal punto di vista sanitario nella vita privata dei fedeli».


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Pubblicato: 15.07.2010
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