Catalogo Horror e Sci-fi IF27 – Postumano
volume illustrato a colori Isbn: 978-88-6288-760-1 Pagine: 160 Formato: copertina flessibile Misure: 17 x 24 cm Data di pubblicazione: 17/03/2022
Autore: Carlo Bordoni Testi: Paolo Allegrezza, Virginia Benedetti, Donatella Boni, Carlo Bordoni, Rosi Braidotti, Walter Catalano, Valerio Massimo De Angelis, Alessandro Giorgetta, Riccardo Gramantieri, Giuseppe O. Longo, Antonio Maccioni, Carlo Menzinger di Preussenthal, Silvia Milani, Pierfrancesco Prosperi, Roberto Risso, Liliana Talamo

IF27 – Postumano

Carlo Bordoni

IF27 – Postumano

Carlo Bordoni

sconto 5%
13,30€ 14,00€

Postumano (superamento delle caratteristiche umane) e transumano (rafforzamento delle qualità umane) sono termini che ricorrono sempre più frequentemente quando si parla del futuro dell’umanità. Accolti, nella loro prospettiva apocalittica, con speranza o con timore, a seconda dell’atteggiamento di chi osserva. Per usare una definizione cara a Umberto Eco, dipende se si tratta di “integrati” o di “apocalittici”. Dunque se aperti alle innovazioni, oppure ostinatamente conservatori dello status quo ad oltranza.
Gli “apocalittici” sono coloro che prevedono la fine del mondo e considerano ogni cambiamento una minaccia epocale, ma di fronte alle questioni del postumano hanno buoni motivi di preoccuparsi, poiché questa volta è in gioco l’idea stessa di umanità, la sua radicale trasformazione.
Il problema di fondo è sempre costituito dalla tecnologia, lo straordinario apparato che la scienza ha progettato e affinato nel corso dei secoli e che è divenuto oggi così complesso da far temere una perdita di controllo. Lo scriveva nel dopoguerra Günther Anders, sostenendo che l’uomo è antiquato, dal momento che è stato superato dalla stessa tecnologia che ha creato, le cui potenzialità gli sfuggono di mano.
Se affermazioni del genere potevano essere sostenute settant’anni fa, figuriamoci cosa si può pensare nel terzo millennio, di fronte ai progressi compiuti dall’informatica, dalla cibernetica e dall’ingegneria elettronica.
Fino ad ora dell’argomento si era occupata la fantascienza, ma – come ricorda Stefano Rodotà – già Julian Huxley, biologo e genetista, fratello di Aldous, l’autore del romanzo distopico Il Mondo nuovo (1932), aveva affermato, con grande fiducia nella scienza, che «forse il transumanesimo servirà: l’uomo rimarrà uomo, trascendendo però sé stesso e realizzando così nuove possibilità per la sua propria natura umana».
Una speranza ottimistica, che si scontra con i sempre più stretti processi interattivi tra uomo e macchina, la cui evoluzione potrebbe portare alla creazione di un uomo nuovo, dove non sarà più possibile distinguere il naturale dall’artificiale. Anzi, la distinzione tra i due principi potrebbe addirittura perdere di senso.
L’era in cui viviamo è stata definita “antropocene” per la vastità degli interventi invasivi che l’uomo ha inflitto alla natura, senza escludere se stesso. La naturalità dell’evoluzione è stata pertanto interrotta e deviata da quando si sono cominciati ad applicare presidi medici che hanno implicato processi chimici, fisici, biologici e genetici.
Il mutamento comporterà, come sempre, problematiche etiche e religiose, ma sarà necessario continuare a preservare i principi umani fondamentali.
Il postumano non è un’invenzione del presente: ha origini lontane nell’immaginario sociale, da quando la macchina è entrata a far parte della vita dell’uomo e forse anche prima. Ma almeno fino a quando la cibernetica di Norbert Wiener e Claude Shannon, negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, non ha reso attuabile questa prospettiva sul piano scientifico, l’idea di una realtà postumana è restata sul piano fantastico.
Se n’è occupata la fantascienza fin dalle origini, traendo spunto dai meccanismi semoventi di Vaucanson e dei fratelli Jaquet-Droz, costruiti nel Settecento per divertire i sovrani e i cortigiani europei. Ma la fantascienza, genere letterario relativamente giovane, può datare solo dal 1818, esattamente duecento anni fa, quando Mary Wollstonecraft Godwin, moglie del poeta inglese Percy Bysshe Shelley, diede alle stampe il suo unico capolavoro, il Frankenstein o il moderno Prometeo. Destinato a diventare il capostipite di una serie pressoché infinita di esseri creati, ricreati o modificati dalla tecnologia, il Frankenstein è il vero anticipatore della concezione postumana.
Dentro questo romanzo, saccheggiato dai media, e soprattutto dal cinema, nel suo mostruoso tentativo di vincere la morte con un intervento sulla struttura biologica, chimica e fisica del corpo umano, utilizzando una tecnica allora misteriosa come l’elettricità, si celano i presupposti di prospettive inquietanti, oltre i limiti dell’etica e della natura umana.
Sempre più precisati, raffinati e sviluppati dalle prove letterarie successive al Frankenstein, da G.H. Wells a Karel Čapek, inventore del termine “robot” (dal ceco robota, “lavoro”), da Isaac Asimov, padre delle psico-robotica, a Bruce Sterling col cyber-punk.
È curioso constatare come la fantascienza odierna si stia allontanando sempre più dalla sua componente scientifica originaria – di premonizione e osservazione affascinata delle meraviglie prodotte dalla tecnica – per occuparsi piuttosto dei problemi dell’umano e del sociale in un futuro denso di incognite. Dove la scienza non sembra più assicurare quelle “magnifiche sorti e progressive” che aveva promesso un secolo fa.

Carlo Bordoni, direttore responsabile
direzioneif@hotmail.com

Alessandro Scarsella, vicedirettore

Comitato scientifico

Silvia Albertazzi, Università di Bologna
Valerio Massimo De Angelis, Università di Macerata
Fabrizio Foni, University of Malta
Ada Neiger
, Università di Trento
Carlo Pagetti, Università di Milano
David Punter, University of Bristol (Regno Unito)
David Roas, Universidad de Barcelona (Spagna)
Arielle Saiber, Bowdoin College, Brunswick (Stati Uniti)
Alessandro Scarsella, Università Ca’ Foscari di Venezia
Tomasz Skocki, Uniwersytet Warszawski (Polonia)
Stefano Tani, Università di Verona

In memoriam
Romolo Runcini, Università Orientale di Napoli

Paolo Allegrezza
Laureato in Lettere moderne e in Scienze Politiche presso l’Università di Roma “La Sapienza”, vive e lavora a Roma dove insegna in un liceo. Si occupa di studi storico-politici e letterari. Tra le sue pubblicazioni: L’élite incompiuta. La classe dirigente politico-amministrativa negli anni della Destra storica 1861-1876 (Giuffrè, 2009); La sindrome di Tolomeo. Sinistra e questione istituzionale 1978-2008 (Aracne, 2010); Per Roma. La sinistra e il governo della capitale, Idee per un progetto possibile (Scriptaweb, 2013).
Carlo Bordoni

sociologo e giornalista, si occupa di Sociologia dei fenomeni politici e dei processi culturali. Ha insegnato nelle Università di Firenze e Napoli L’Orientale. Scrive per il Corriere della Sera, la Lettura e il trimestrale Prometeo. Ha firmato, con Zygmunt Bauman, Stato di crisi (Einaudi 2015), tradotto in una dozzina di lingue.
Tra le sue pubblicazioni: Libera multitudo (Franco Angeli, 2008), L’identità perduta (Liguori, 2010), Stato di paura (Castelvecchi, 2016), Fine del mondo liquido (il Saggiatore, 2017), Il paradosso di Icaro (il Saggiatore, 2018).
Per Odoya ha diretto la rivista di fantascienza IF dal 2017 al 2022 e ha curato la Guida alla letteratura di fantascienza (2013), la Guida al grottesco (2017, con Alessandro Scarsella) ed è autore di Nuove tappe del pensiero sociologico. Da Max Weber a Zygmunt Bauman (2018).

Rosi Braidotti
Naturalizzata australiana ma di origini italiane, insegna filosofia all’Università di Utrecht (Olanda). Nota per i suoi studi sul postumano, è autrice di numerosi saggi, tra cui Il postumano. La vita oltre l’individuo, oltre la specie, oltre la morte (DeriveApprodi, 2020), Materialismo radicale (Meltemi, 2019), Per una politica affermativa (Mimesis, 2017), Trasposizioni (Luca Sossella, 2008), Madri, mostri, macchine (manifestolibri, 2005).
Walter Catalano

fa parte della redazione delle riviste online Carmilla on line e Pulp e collabora regolarmente con varie altre tra cui Robot, Urania e If. Ha curato numerose antologie narrative di fantascienza, horror e noir, pubblicato racconti e realizzato cortometraggi anche per la Rai.
Per Odoya è curatore della Guida alla letteratura noir (2018) e coautore della Guida alla letteratura horror (2014), Guida al cinema horror. Il New Horror dagli anni Settanta a oggi (2015), Guida al cinema fantasy (2017), Guida ai narratori italiani del fantastico (2018) e La luna nell'immaginario (2019).

Valerio Massimo De Angelis
insegna Lingue e letterature angloamericane all’Università di Macerata dal 1997. Ha pubblicato La prima lettera: Miti dell’origine in The Scarlet Letter di Nathaniel Hawthorne (Roma, Lozzi & Rossi, 2001) e Nathaniel Hawthorne: Il romanzo e la storia (Roma, Bulzoni, 2004), e ha co-curato (con Caterina Ricciardi) due volumi sulla letteratura statunitense contemporanea, un volume su Philip K. Dick (con Umberto Rossi), e gli Atti del XIX Convegno dell’Associazione Italiana di Studi Nord-Americani (AISNA). Ha scritto sul romance, sul romanzo post-Seconda Guerra mondiale, sugli studi italoamericani, su modernismo e femminismo, su letteratura e storia, sul fumetto, e su vari autori e autrici, come Walt Whitman, Ambrose Bierce, Stephen Crane, Henry James, Langston Hughes, Thomas Wolfe, Dashiell Hammett, Henry Roth, Leslie Fiedler, E.L. Doctorow, Stephen King, Leslie Marmon Silko, Margaret Atwood, Rudy Wiebe. È membro dell’Associazione Italiana di Studi Nord-Americani (AISNA), della European Association of American Studies (EAAS), dell’International Association of American Studies (IASA) e del Centro di Studi Americani di Roma. È Coordinatore del Centro Interdipartimentale di Studi ItaloAmericani (CISIA), Direttore di RSA Journal (la rivista dell'AISNA) e Direttore della collana Italia, Americhe e altri mondi dell'EUM.
Alessandro Giorgetta
È docente di scuola secondaria, laureato in Filologia e Letteratura Italiana presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con la tesi I temi della fantascienza (relatore prof. Alberto Zava). Della letteratura lo appassiona in particolare la costruzione delle storie e le implicazioni sociali che ha, cosa che lo ha portato a interessarsi al mondo della fantascienza e, in particolare, a Philip Dick.
Riccardo Gramantieri
Si occupa di letteratura e fantascienza. Ha pubblicato, fra le altre cose, Ipotesi di complotto (con Giuseppe Panella, Solfanelli, 2012), William Burroughs: manuali di sopravvivenza, tecniche di guerriglia (Mimesis, 2012), Sogno Mito Pensiero. Freud Jung Bion (con Fiorella Monti, Persiani, 2014), Post-11- settembre. Letteratura e trauma (Persiani, 2016), Fenomeno UFO (Mimesis, 2018).
Silvia Milani
Nata a Pesaro nel 1978, si laurea in lettere a Urbino con una tesi intitolata Il Futurismo e la nascita del robot. Nel 2015 Pubblica per i tipi di Delos il saggio intitolato Universal robots, la civiltà delle macchine. È insegnante di scuola superiore, editor e relatrice presso la community Oilproject ed è titolare del corso di “Scrittura creativa e tecniche di narrazione” presso l’Università dell’Età Libera di Pesaro.
Pierfrancesco Prosperi
è autore di più di 130 racconti pubblicati su riviste, antologie e quotidiani. Ha vinto il Premio Italia di Fantascienza, il Premio Cosmo – Editrice Nord e molti altri premi letterari. Tra i suoi romanzi più noti: Garibaldi a Gettysburg, Autocrisi 2020 e La Moschea di San Marco. Per Meridiano Zero ha pubblicato Majorana ha vinto il nobel (2016) e Finis Terrae (2017).
Liliana Talamo
è nata a Bisaccia. Nel 2011 ha concluso gli studi in Filologia moderna presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha orientato i propri interessi di ricerca verso le forme narrative e i topoi del Postumano, privilegiando il dialogo diretto con gli autori. Ha vissuto a Londra e a Sydney, dove ha preso parte al programma di tirocinio MAE CRUI presso l’Istituto italiano di cultura. Dal 2016 si dedica principalmente all’insegnamento delle materie letterarie e alla progettazione dell’offerta formativa.
Editoriale
Il postumano prossimo venturo di Carlo Bordoni

SAGGI
Ci siamo dentro insieme, ma non tutti allo stesso modo di Rosi Braidotti
Letteratura nel postumano un nuovo inizio? di Paolo Allegrezza
Il postumano per ragazzi di Kipo and the Age of Wonderbeasts di Donatella Boni
Apocalisse postumana di Carlo Bordoni
Postumano, troppo postumano. Identità in flusso nei due Blade Runner di Valerio Massimo De Angelis
Il robot in Philip K. Dick di Alessandro Giorgetta
Olaf Stapledon proto-postumanista di Riccardo Gramantieri
Demoni del postumano ne L’angelo senza sogni di Vittorio Catani di Silvia Milani
Romanzare l’utopia di Giorgio Rimondi
Dopo l’uomo il museo di Roberto Risso
Il Postumano e la letteratura italiana tra XX e XXI secolo di Liliana Talamo
Ricordo di Gian Filippo Pizzo (1951-2021) di Carlo Bordoni e Walter Catalano

FINZIONI
Top-Secret di Pierfrancesco Prosperi
Post-burocrazia di Giuseppe O. Longo
ASH 1 di Anonymous

SENZA TRACCIA
Il fantasma della marchesa di Antonio Maccioni
Alla ricerca di una nuova casa di Carlo Menzinger di Preussenthal

VISTI & LETTI
Tutti i racconti (1931-1940) (Clifford D. Simak) di Riccardo Gramantieri
L’ospite del senatore Horton (Clifford D. Simak) di Riccardo Gramantieri
Clifford Donald Simak. An Affectionate Appreciation (Francis Lyall) di Riccardo Gramantieri
Io sono Providence: la vita e i tempi di H.P. Lovecraft (S.T. Joshi) di Walter Catalano
Genio in bilico. Testo, contesto, intertesto in Edgar Allan Poe (Ugo Rubeo) di Virginia Benedetto
Antologia dell’invisibile e altre meraviglie (Massimo Pandolfi) di Silvia Milani

Postumano (superamento delle caratteristiche umane) e transumano (rafforzamento delle qualità umane) sono termini che ricorrono sempre più frequentemente quando si parla del futuro dell’umanità. Accolti, nella loro prospettiva apocalittica, con speranza o con timore, a seconda dell’atteggiamento di chi osserva. Per usare una definizione cara a Umberto Eco, dipende se si tratta di “integrati” o di “apocalittici”. Dunque se aperti alle innovazioni, oppure ostinatamente conservatori dello status quo ad oltranza.
Gli “apocalittici” sono coloro che prevedono la fine del mondo e considerano ogni cambiamento una minaccia epocale, ma di fronte alle questioni del postumano hanno buoni motivi di preoccuparsi, poiché questa volta è in gioco l’idea stessa di umanità, la sua radicale trasformazione.
Il problema di fondo è sempre costituito dalla tecnologia, lo straordinario apparato che la scienza ha progettato e affinato nel corso dei secoli e che è divenuto oggi così complesso da far temere una perdita di controllo. Lo scriveva nel dopoguerra Günther Anders, sostenendo che l’uomo è antiquato, dal momento che è stato superato dalla stessa tecnologia che ha creato, le cui potenzialità gli sfuggono di mano.
Se affermazioni del genere potevano essere sostenute settant’anni fa, figuriamoci cosa si può pensare nel terzo millennio, di fronte ai progressi compiuti dall’informatica, dalla cibernetica e dall’ingegneria elettronica.
Fino ad ora dell’argomento si era occupata la fantascienza, ma – come ricorda Stefano Rodotà – già Julian Huxley, biologo e genetista, fratello di Aldous, l’autore del romanzo distopico Il Mondo nuovo (1932), aveva affermato, con grande fiducia nella scienza, che «forse il transumanesimo servirà: l’uomo rimarrà uomo, trascendendo però sé stesso e realizzando così nuove possibilità per la sua propria natura umana».
Una speranza ottimistica, che si scontra con i sempre più stretti processi interattivi tra uomo e macchina, la cui evoluzione potrebbe portare alla creazione di un uomo nuovo, dove non sarà più possibile distinguere il naturale dall’artificiale. Anzi, la distinzione tra i due principi potrebbe addirittura perdere di senso.
L’era in cui viviamo è stata definita “antropocene” per la vastità degli interventi invasivi che l’uomo ha inflitto alla natura, senza escludere se stesso. La naturalità dell’evoluzione è stata pertanto interrotta e deviata da quando si sono cominciati ad applicare presidi medici che hanno implicato processi chimici, fisici, biologici e genetici.
Il mutamento comporterà, come sempre, problematiche etiche e religiose, ma sarà necessario continuare a preservare i principi umani fondamentali.
Il postumano non è un’invenzione del presente: ha origini lontane nell’immaginario sociale, da quando la macchina è entrata a far parte della vita dell’uomo e forse anche prima. Ma almeno fino a quando la cibernetica di Norbert Wiener e Claude Shannon, negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, non ha reso attuabile questa prospettiva sul piano scientifico, l’idea di una realtà postumana è restata sul piano fantastico.
Se n’è occupata la fantascienza fin dalle origini, traendo spunto dai meccanismi semoventi di Vaucanson e dei fratelli Jaquet-Droz, costruiti nel Settecento per divertire i sovrani e i cortigiani europei. Ma la fantascienza, genere letterario relativamente giovane, può datare solo dal 1818, esattamente duecento anni fa, quando Mary Wollstonecraft Godwin, moglie del poeta inglese Percy Bysshe Shelley, diede alle stampe il suo unico capolavoro, il Frankenstein o il moderno Prometeo. Destinato a diventare il capostipite di una serie pressoché infinita di esseri creati, ricreati o modificati dalla tecnologia, il Frankenstein è il vero anticipatore della concezione postumana.
Dentro questo romanzo, saccheggiato dai media, e soprattutto dal cinema, nel suo mostruoso tentativo di vincere la morte con un intervento sulla struttura biologica, chimica e fisica del corpo umano, utilizzando una tecnica allora misteriosa come l’elettricità, si celano i presupposti di prospettive inquietanti, oltre i limiti dell’etica e della natura umana.
Sempre più precisati, raffinati e sviluppati dalle prove letterarie successive al Frankenstein, da G.H. Wells a Karel Čapek, inventore del termine “robot” (dal ceco robota, “lavoro”), da Isaac Asimov, padre delle psico-robotica, a Bruce Sterling col cyber-punk.
È curioso constatare come la fantascienza odierna si stia allontanando sempre più dalla sua componente scientifica originaria – di premonizione e osservazione affascinata delle meraviglie prodotte dalla tecnica – per occuparsi piuttosto dei problemi dell’umano e del sociale in un futuro denso di incognite. Dove la scienza non sembra più assicurare quelle “magnifiche sorti e progressive” che aveva promesso un secolo fa.

Carlo Bordoni, direttore responsabile
direzioneif@hotmail.com

Alessandro Scarsella, vicedirettore

Comitato scientifico

Silvia Albertazzi, Università di Bologna
Valerio Massimo De Angelis, Università di Macerata
Fabrizio Foni, University of Malta
Ada Neiger
, Università di Trento
Carlo Pagetti, Università di Milano
David Punter, University of Bristol (Regno Unito)
David Roas, Universidad de Barcelona (Spagna)
Arielle Saiber, Bowdoin College, Brunswick (Stati Uniti)
Alessandro Scarsella, Università Ca’ Foscari di Venezia
Tomasz Skocki, Uniwersytet Warszawski (Polonia)
Stefano Tani, Università di Verona

In memoriam
Romolo Runcini, Università Orientale di Napoli

volume illustrato a colori Isbn: 978-88-6288-760-1 Pagine: 160 Formato: copertina flessibile Misure: 17 x 24 cm Data di pubblicazione: 17/03/2022
Autore: Carlo Bordoni Testi: Paolo Allegrezza, Virginia Benedetti, Donatella Boni, Carlo Bordoni, Rosi Braidotti, Walter Catalano, Valerio Massimo De Angelis, Alessandro Giorgetta, Riccardo Gramantieri, Giuseppe O. Longo, Antonio Maccioni, Carlo Menzinger di Preussenthal, Silvia Milani, Pierfrancesco Prosperi, Roberto Risso, Liliana Talamo
Editoriale
Il postumano prossimo venturo di Carlo Bordoni

SAGGI
Ci siamo dentro insieme, ma non tutti allo stesso modo di Rosi Braidotti
Letteratura nel postumano un nuovo inizio? di Paolo Allegrezza
Il postumano per ragazzi di Kipo and the Age of Wonderbeasts di Donatella Boni
Apocalisse postumana di Carlo Bordoni
Postumano, troppo postumano. Identità in flusso nei due Blade Runner di Valerio Massimo De Angelis
Il robot in Philip K. Dick di Alessandro Giorgetta
Olaf Stapledon proto-postumanista di Riccardo Gramantieri
Demoni del postumano ne L’angelo senza sogni di Vittorio Catani di Silvia Milani
Romanzare l’utopia di Giorgio Rimondi
Dopo l’uomo il museo di Roberto Risso
Il Postumano e la letteratura italiana tra XX e XXI secolo di Liliana Talamo
Ricordo di Gian Filippo Pizzo (1951-2021) di Carlo Bordoni e Walter Catalano

FINZIONI
Top-Secret di Pierfrancesco Prosperi
Post-burocrazia di Giuseppe O. Longo
ASH 1 di Anonymous

SENZA TRACCIA
Il fantasma della marchesa di Antonio Maccioni
Alla ricerca di una nuova casa di Carlo Menzinger di Preussenthal

VISTI & LETTI
Tutti i racconti (1931-1940) (Clifford D. Simak) di Riccardo Gramantieri
L’ospite del senatore Horton (Clifford D. Simak) di Riccardo Gramantieri
Clifford Donald Simak. An Affectionate Appreciation (Francis Lyall) di Riccardo Gramantieri
Io sono Providence: la vita e i tempi di H.P. Lovecraft (S.T. Joshi) di Walter Catalano
Genio in bilico. Testo, contesto, intertesto in Edgar Allan Poe (Ugo Rubeo) di Virginia Benedetto
Antologia dell’invisibile e altre meraviglie (Massimo Pandolfi) di Silvia Milani
Paolo Allegrezza
Laureato in Lettere moderne e in Scienze Politiche presso l’Università di Roma “La Sapienza”, vive e lavora a Roma dove insegna in un liceo. Si occupa di studi storico-politici e letterari. Tra le sue pubblicazioni: L’élite incompiuta. La classe dirigente politico-amministrativa negli anni della Destra storica 1861-1876 (Giuffrè, 2009); La sindrome di Tolomeo. Sinistra e questione istituzionale 1978-2008 (Aracne, 2010); Per Roma. La sinistra e il governo della capitale, Idee per un progetto possibile (Scriptaweb, 2013).
Carlo Bordoni

sociologo e giornalista, si occupa di Sociologia dei fenomeni politici e dei processi culturali. Ha insegnato nelle Università di Firenze e Napoli L’Orientale. Scrive per il Corriere della Sera, la Lettura e il trimestrale Prometeo. Ha firmato, con Zygmunt Bauman, Stato di crisi (Einaudi 2015), tradotto in una dozzina di lingue.
Tra le sue pubblicazioni: Libera multitudo (Franco Angeli, 2008), L’identità perduta (Liguori, 2010), Stato di paura (Castelvecchi, 2016), Fine del mondo liquido (il Saggiatore, 2017), Il paradosso di Icaro (il Saggiatore, 2018).
Per Odoya ha diretto la rivista di fantascienza IF dal 2017 al 2022 e ha curato la Guida alla letteratura di fantascienza (2013), la Guida al grottesco (2017, con Alessandro Scarsella) ed è autore di Nuove tappe del pensiero sociologico. Da Max Weber a Zygmunt Bauman (2018).

Rosi Braidotti
Naturalizzata australiana ma di origini italiane, insegna filosofia all’Università di Utrecht (Olanda). Nota per i suoi studi sul postumano, è autrice di numerosi saggi, tra cui Il postumano. La vita oltre l’individuo, oltre la specie, oltre la morte (DeriveApprodi, 2020), Materialismo radicale (Meltemi, 2019), Per una politica affermativa (Mimesis, 2017), Trasposizioni (Luca Sossella, 2008), Madri, mostri, macchine (manifestolibri, 2005).
Walter Catalano

fa parte della redazione delle riviste online Carmilla on line e Pulp e collabora regolarmente con varie altre tra cui Robot, Urania e If. Ha curato numerose antologie narrative di fantascienza, horror e noir, pubblicato racconti e realizzato cortometraggi anche per la Rai.
Per Odoya è curatore della Guida alla letteratura noir (2018) e coautore della Guida alla letteratura horror (2014), Guida al cinema horror. Il New Horror dagli anni Settanta a oggi (2015), Guida al cinema fantasy (2017), Guida ai narratori italiani del fantastico (2018) e La luna nell'immaginario (2019).

Valerio Massimo De Angelis
insegna Lingue e letterature angloamericane all’Università di Macerata dal 1997. Ha pubblicato La prima lettera: Miti dell’origine in The Scarlet Letter di Nathaniel Hawthorne (Roma, Lozzi & Rossi, 2001) e Nathaniel Hawthorne: Il romanzo e la storia (Roma, Bulzoni, 2004), e ha co-curato (con Caterina Ricciardi) due volumi sulla letteratura statunitense contemporanea, un volume su Philip K. Dick (con Umberto Rossi), e gli Atti del XIX Convegno dell’Associazione Italiana di Studi Nord-Americani (AISNA). Ha scritto sul romance, sul romanzo post-Seconda Guerra mondiale, sugli studi italoamericani, su modernismo e femminismo, su letteratura e storia, sul fumetto, e su vari autori e autrici, come Walt Whitman, Ambrose Bierce, Stephen Crane, Henry James, Langston Hughes, Thomas Wolfe, Dashiell Hammett, Henry Roth, Leslie Fiedler, E.L. Doctorow, Stephen King, Leslie Marmon Silko, Margaret Atwood, Rudy Wiebe. È membro dell’Associazione Italiana di Studi Nord-Americani (AISNA), della European Association of American Studies (EAAS), dell’International Association of American Studies (IASA) e del Centro di Studi Americani di Roma. È Coordinatore del Centro Interdipartimentale di Studi ItaloAmericani (CISIA), Direttore di RSA Journal (la rivista dell'AISNA) e Direttore della collana Italia, Americhe e altri mondi dell'EUM.
Alessandro Giorgetta
È docente di scuola secondaria, laureato in Filologia e Letteratura Italiana presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con la tesi I temi della fantascienza (relatore prof. Alberto Zava). Della letteratura lo appassiona in particolare la costruzione delle storie e le implicazioni sociali che ha, cosa che lo ha portato a interessarsi al mondo della fantascienza e, in particolare, a Philip Dick.
Riccardo Gramantieri
Si occupa di letteratura e fantascienza. Ha pubblicato, fra le altre cose, Ipotesi di complotto (con Giuseppe Panella, Solfanelli, 2012), William Burroughs: manuali di sopravvivenza, tecniche di guerriglia (Mimesis, 2012), Sogno Mito Pensiero. Freud Jung Bion (con Fiorella Monti, Persiani, 2014), Post-11- settembre. Letteratura e trauma (Persiani, 2016), Fenomeno UFO (Mimesis, 2018).
Silvia Milani
Nata a Pesaro nel 1978, si laurea in lettere a Urbino con una tesi intitolata Il Futurismo e la nascita del robot. Nel 2015 Pubblica per i tipi di Delos il saggio intitolato Universal robots, la civiltà delle macchine. È insegnante di scuola superiore, editor e relatrice presso la community Oilproject ed è titolare del corso di “Scrittura creativa e tecniche di narrazione” presso l’Università dell’Età Libera di Pesaro.
Pierfrancesco Prosperi
è autore di più di 130 racconti pubblicati su riviste, antologie e quotidiani. Ha vinto il Premio Italia di Fantascienza, il Premio Cosmo – Editrice Nord e molti altri premi letterari. Tra i suoi romanzi più noti: Garibaldi a Gettysburg, Autocrisi 2020 e La Moschea di San Marco. Per Meridiano Zero ha pubblicato Majorana ha vinto il nobel (2016) e Finis Terrae (2017).
Liliana Talamo
è nata a Bisaccia. Nel 2011 ha concluso gli studi in Filologia moderna presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha orientato i propri interessi di ricerca verso le forme narrative e i topoi del Postumano, privilegiando il dialogo diretto con gli autori. Ha vissuto a Londra e a Sydney, dove ha preso parte al programma di tirocinio MAE CRUI presso l’Istituto italiano di cultura. Dal 2016 si dedica principalmente all’insegnamento delle materie letterarie e alla progettazione dell’offerta formativa.
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