I piaceri a Roma su Playboy

I piaceri a Roma su Playboy

Recensione apparsa sul Playboy di Febbraio 2011


di Federica Ostoni

La forma dei seni come fatta per le carezze!
Come liscio il ventre sotto il petto sodo!
[...] E nuda la strinsi aderente al mio corpo.
Chi non conosce il resto?
(Ovidio, Amori)

Perché la Città Eterna è stata in grado di conquistare il mondo?
Per le sue capacità militari, certo. E anche per le arti e l'ingegno di alcuni suoi cittadini. Ma forse anche per lo sviluppo della società, e la sua liberalità dei costumi. Molto diversi da quelli di oggi.
Immaginiamo un giorno nel cuore pulsante del suo piacere, tra amori incandescenti e gusti sessuali di ogni tipo.
Perché chi pensa che le regole e le convenzioni di allora siano assimilabili a quelle odierne si sbaglia di grosso.

Mentre attraverso i fori imperiali per andare a trovare Livia, mi ritrovo a pensare quanto siano cambiati tempi dall'antica Repubblica. In quell'epoca Roma non avrebbe certo permesso che tali audacie germogliassero nell'animo umano. Ancora in epoca augustea, puritani com'eravamo, consideravamo scandaloso il seno scoperto di un'amante, o anche il fare l'amore con la lucerna accesa. Invece io mi aspetto che Livia mi saluti con un Ave mentre io mi gusto le trasparenze della sua veste. E poi per fortuna di questi tempi posso starmene qui a guardare le belle ragazze che passano senza che nessuno mi rompa le scatole. Ora poi che hanno imparato a valorizzarsi, è un vero piacere... in passato anche solo guardare con troppa insistenza una matrona era considerato quasi uno stupro, perché, ma questo sotto un certo profilo è ancora valido oggi, non tutte le donne sono uguali. In fondo è giusto, la donna riceve un dono dall'uomo e il butto di questo dono deve essere di certa origine. Per noi uomini è diverso. È per questo che nelle mie avventure in passato sono sempre stato molto accorto, mica come è capitato a Tiberio: è stato sgarrato dal "cervo" e ha seriamente rischiato di essere sodomizzato con del rafano o con un mugile, pesce assai vorace. Anche il taglio di naso e orecchie, per non parlare del taglio d'altro, non deve essere piacevole così come se a far da rafano ci si mette il marito tradito o gli schiavi... Il peggio però è essere condannati a fare un pompino: veramente un cittadino libero! A Tibe è andata bene... il marito tradito ha preferito ripudiare la moglie e tenersi la dote. Per quanto mi riguarda, preferisco andare sul sicuro ed evitare le mogli degli altri, più che di fottere, rischierei di fottermi! Ora c'è Livia e sto alla grande da quando l'ho conquistata: il mio oracolo per la seduzione è L'arte di armare di Ovidio. Augusto lo bandì per immoralità... ma era proprio antico Gusty! «Che si diano o no, amano sempre d'esse pregate'. Eh, già, le femmine sono così, bisogna sempre adularle, corteggiarle... Come cha regola numero 1, mi curo sempre, nell'abbigliamento e nel corpo: non sia mai che la mia toga sia stazzonata, le mie unghie sporche e ommieidei no, che io puzzi. Ogni tanto verso una lacrimuccia che fa sempre colpo (in ogni caso sono un grande a fingere passandomi la mano bagnata sugli occhi) e poi giù con le lodi. Così sono diventato schiavo di Livia... Ah, so bene che predicano che l'uomo deve essere forte e dominante, ma ormai io ho perso la testa per amore. Lei è così bella, non so proprio come riesca a risultare sempre al meglio... Nei racconti che ho sentito, sotto la Repubblica, il piacere e l'orgasmo erano d’appannaggio dell'uomo. Io non mi sentirei a posto con me stesso se non facessi godere la mia compagna. Non mi sento meno virile perché anche lei trae piacere dai nostri incontri. Di sicuro questo contribuisce al fatto che mi ami. Anche se una mano me l'ha data quel filtro amoroso. Ho rischiato sì, di farla impazzire, anche se non nel senso che speravo, come si racconta sia successo a Caligola a causa di una pozione datagli dalla moglie Cesonia. Ma è andato tutto bene. Per sicurezza tra un po' brucerò le statuette di cera e di terra di Livia, così il suo cuore si scioglierà per me e si indurirà come la terracotta verso gli altri spasimanti. Il sacrificio umano no, non riesco proprio a considerarlo... Per mantenere desto il suo amore le regalerò un paio di serve siriane o uno scialle frigio che certamente farà risplendere ancor più la sua bellezza. Certo, sono un po' a corto di sesterzi. Ma li ruberò dalla borsa di mio pater... tutto è lecito per amore. In fondo anche Livia mi ama nonostante la mia bruttezza.
«Ave Ottavio». «Oh, ave Costantino, non ti avevo visto...»... Figlio di una Vestale e di un sacerdote di Cibale, spero non si sia accorto che ho fatto finta di non vederlo. D'altra parte non è una conoscenza raccomandabile visto il suo "vizio greco". Che uomo debole! Lo sanno tutti che va con i ragazzini, se le autorità non l'hanno ancora beccato è solo perché è dannatamente fortunato. Si meriterebbe proprio la punizione prevista dalla Lex Scatinia. Oh, eccone un altro. Beh, quantomeno Basilio apparentemente si limita ad andare con schiavi e liberti (che, per altro, non hanno altra scelta che compiacere il padrone): non ci sono prove che assuma un ruolo passivo con gli altri romani. Anche se, secondo me, ogni tanto si mette a 90° per il suo amichetto Camillo. Se li beccassero in flagrante delicto, allora si che il caro Basilio verrebbe punito, anche se per lui 10.000 sesterzi non sarebbero nulla. Se non sbaglio anche di Cesare si diceva fosse omosessuale, o almeno bisessuale. Dopo la conquista della Gallia ebbe una relazione con il re di Bitinia, Nicomede e i suoi soldati cantavano «Cesare ha sottomesso la Gallia. Nicomede ha sottomesso Cesare». Ma io non ci credo, basti pensare a quante se n'è fatto: Postumia, Lollia, Tertulla.... A proposito di tizi, ecco Caio e Sempronio che si avviano verso il tempio di Iside, nei pressi del Campo Marzio, buongustai! Lì si trovano certamente le cortigiane più belle, mica come sotto le volte del Circo Massimo o degli anfiteatri o ancor peggio nella Suburra: mamma mia, in quei posti rischi veramente di prenderti qualche malattia! D'altra parte sono luoghi per ceti medi o poveracci: dei veri e propri lupanari. Per fortuna con Livia ho un vero e proprio contratto e guai se lo infrangesse andando a letto con un altro... Mi incazzerei proprio, perché la amo. In fondo, Amor non è forse l'anagramma di Roma?
«Ancella, presto. Sta per arrivare Ottavio. Ho bisogno che mi acconci i capelli». Poi devo mettermi nella posizione che più giova alla mia bellezza. Ovidio non mente mai: «e tu cavalca, se sei piccina» e «chi la gamba ha ancor giovane e fresca e bello il seno senza difetto, si distenda obliqua lungo l'orlo del letto: l'uomo in piedi» sono ottimi consigli: Ottavio non smette di chiedersi come faccia ad essere sempre così bella. `Na fatica! Val bene la pena avere un amante così prodigo. E i giovani, per di più se non proprio belli come un gladiatore, sono ben più generosi dei vecchi. Anche a letto. E pensare che vengo da una famiglia onorevole e mi sono ritrovata a fare questo mestiere a causa della miseria. Comunque meglio tenersi stretto Ottavio piuttosto che finire sul marciapiede. La povera Aurelia è finita dritta dritta in un lupanare perché il suo vecchio amante non ha soddisfatto le richieste del suo lenone. Lo stesso è accaduto a l'Aia, la sua ruffiana però era veramente esigente! E lei è stata affatto brava a farla annusare al gonzo. L'unica regola che ho capito funzionare è tenere desta il più possibile la speranza di una passione prossima. Io per fortuna riesco a gestirmi da sola, avendo appena iniziato la professione. Se mi va bene potrò tornare a rivaleggiare con le matrone in fatto di moda. Solo che potrò indossare abiti più eccentrici, adornarmi di gioielli e truccarmi in modo vistoso. In fondo pure Acca Laurentia, la moglie del pastore che trovò Romolo e Remo, era una "lupa" cioè prostituta. Invece se mi va male... Non voglio nemmeno pensare ai lupanari: fuori città, alcuni sono dei veri troiai, come si dice fossero quelli che frequentava con il nome di Licisca Messalina, moglie dell'imperatore Claudio. Si racconta che, completamente depilata, con i capezzoli dorati, gli occhi truccati con una mistura di nerofumo, si offrisse a marinai e gladiatori. Non mi sono ancora dovuta registrare, ma ho abbandonato il nome della mia famiglia e indosso le vesti speciali previste dalle norme. Mi è spiaciuto rinunciare alle bende che le matrone oneste mettono sui capelli, ma tant'è. Comunque ai romani piacciono le prostitute e le cortigiane. Caligola aveva introdotto perfino una tassa, mentre Domiziano, per attirarsi le grazie del popolo, durante i festeggiamenti per la vittoria riportata sui Germani, fece lanciare i gettoni per "consumazione" nei lupanari. E Nerone? Nerone organizzò addirittura un villaggio del sesso in Campo Marzio, dove venivano organizzati banchetti e spettacoli erotici, gestito poi da matrone o vergini di buona famiglia che dovevano recitare la parte di prostitute o di ostesse. Forse dovrei accendere un cero a Venere Ericina, simbolo di fecondità, fertilità e successo: le cerimonie propiziatorie alla dea implicano la prostituzione rituale, quindi non c'è nulla di male nel fare la cortigiana. E poi che noia essere una nobile madre di famiglia tenuta alla fedeltà e alla virtù. Per tutti gli dei, vero è che non molte ormai sono 'sti grandi esempi di rettitudine. L'emancipazione che tanto temevano gli antichi ormai è attivata. Le fedifraghe venivano addirittura seppellite dalla propria colpa e dalla terra, o fatte morire di fame. Certo, i tempi sono decisamente cambiati... adesso si preferisce ripudiarle tenendosi la dote, come ha fatto il mio amico Lucio Claudio. Invece Eppia non si è proprio trattenuta: scappare con un gladiatore. Certo Sergetto è proprio un figo con quegli sfregi sul volto e i pochi capelli per via dell'elmo... Ma le donne subiscono sempre il fascino dei gladiatori. Forse un giorno ne scriveranno di tutte queste cose, già me lo vedo il libro, chessò:
I piaceri a Roma di Jean-Noel Robert, edito da Odoya.
Oh, ecco che arriva Ottavio. E’ ora di entrare in scena!


Copertina del numero di Playboy su cui è apparsa la recensione

Copertina di Playboy su cui  apparsa la recensione di I piaceri a Roma

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Pubblicato: 08.02.2011
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