La Patria della luce su Il Giornale

La Patria della luce su Il Giornale

DALL'INDIA CON FURORE. QUANDO LE ROCKSTAR ARRICCHIVANO I POVERI SANTONI.
Recensione apparsa su Il Giornale il 18 Aprile 2011

Dai Beatles a Santana pazzi per la spiritualità.
Un libro spiega gli incontri e gli «strani» investimenti

di Antonio Lodetti

A furia di sentirsi dire che il rock trasforma in «adoratori di Satana», i musicisti cominciarono a correre dietro alla spiritualità. Però Gesù era fuori moda («Il Cristiamnesimo è destinato a scomparire», Disse Lennon)e le rockstar si buttarono sull’Oriente mistico e pastorale. Non si ispiravano ai Mari del Sud di Stevenson, all’India di Kipling e alla Malesia di Conrad, ma all’India edulcorata di Hermann Hesse uno «yogi» che lanciò gli occhiali alla John Lennon  e tradusse l’Oriente «per tutti gli hippie che cercano se stessi sulle spiagge incantate di Goa». L’amore dei rocker per le filosofie orientali è ben raccontato nel volume La patria della luce (Claudio Gargano, Odoya, 336 pagine 30 euro). Più di qualunque opera letteraria, il lancio della «moda» si deve al viaggio dei Beatles (con un gruppo di star quali Donovan, Mike Love dei Beach Boys, Mia Farrow) ai piedi dell’Himalaya per fare meditazione trascendentale con lo Yogi Maharishi Maheshe. Il guru fondò il movimento di Rigenerazione Spirituale che portava all’Occidente profondi messaggi che la cultura materialistica e militarista aveva dimenticato, ed è solo un dettaglio» che la fama lo portò a fondare un gruppo finanziario mentre la marina americana adottò la Meditazione Trascendentale nell’addestramento di base. I «meditatori»s’erano iscritti per tre mesi, ma Ringo se ne andò dopo dieci giorni «perché il centro sembrava peggio di un campeggio ed era stufo di contemplarsi l’ombelico»), Mia Farrow dopo le avances del guru che, abbandonato il voto di castità aveva pensato bene di provare a portarsi a letto lei e le altre «passerottelle della California». Il duro Mick Jagger, aveva già liquidato l’anno prima il guru come «un ciarlatano».

I Byrds non furono solo precursori del country rock e della psichedelia, ma con Mind Games, scritta da David Crosby, inaugurarono la stagione del «ragarock». Crosby e Roger Mc Guinn scrissero album epocali come Fifth Dimension entrando nella «coscienza cosmica che favorisce la fusione di anima e mondo». Il tutto nasce dall’incontro con il mistico indonesiano Pak Subuh e da un robusto uso di allucinogeni. Gli Spooky Tooth non saranno i Beatles ma hanno fatto epoca. Il cantante-tastierista Gary Wright all’apice della fama perse la testa per il guru Paramahansa Yogananda. Dopo la conversione decise che i gruppi erano psicologicamente antiquati e incise con successo l’album solista The Dream Weaver predicando e pregando qua e là senza badare alle parole (azzeccate) del Manager che gli diceva: non ti spiritualizzare tanto da finire sul lastrico.

Due che ci hanno creduto davvero e hanno trasformato la spiritualità in ottima musica sono Carlos Santana e John Mc Laughling ispirati da Sri Chinmoy, che nel ’64 si era trasferito dal Bangladesh agli Usa predicando un miscuglio di meditazione induista, yoga, veda e vaishnavismo. «Il sentiero luminoso di amore, devozione e abbandono», che non a caso sarà il titolo di uno splendido album della coppia che cambiò vita buttando l’eroina, tagliando barba e capelli, vestendo candidi abiti bianchi, diventando vegani e svegliandosi alle cinque del mattino per pregare. Uno degli idoli di Santana è John Coltrane, che già nel 1961 si esprimeva con la musica modale ed elaborava raga indiani (My favourite Things e la pietra miliare A Love Supreme). Più che farsi suggestionare da pittoreschi maestri, Coltrane ha trovato in Sé stesso l’essenziale, ovvero «tutte le religioni possono essere ridotte ad una, tutti i suoni si trovano nel suon fondamentale». Il povero Harison ci credeva talmente da far la fortuna di parecchi guru. Colpito da Sua Divina Grazia Swami, fondatore della società della Coscienza di Krishna, produsse i dischi dei suoi adepti e mise loro a disposizione una villa elisabettiana fuori Londra di oltre 50 stanze. Nel frattempo il guru si dava al commercio incassando 400mila sterline in un anno con i bastoncini di incenso «Profumi del cielo spirituale». Ma per tanti rocker che si avvicinano a Dio, ci sono sempre i figli di Satana; infinita la querelle sul satanismo dei Led Zeppelin accusati di amare Aleister Crowley, di aver fondato una casa discografica che ha per logo «un angelo caduto», di citare nei testi sacrifici umani. Meglio comunque fare i «buoni»; gli integralisti non mancano mai.

All’inizio degli ’80 a Minneapolis i fratelli  Peters, cristiani evangelici fanatici, diedero alle fiamme dischi per mezzo milione di dollari e rivelarono che Kiss era l’acronimo di «Kids in the Service of Satan»e altre amenità del genere.


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Pubblicato: 25.08.2011
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