L'impero dei gangster sul Venerd́

L'impero dei gangster sul Venerd́

QUEI FOLLI ANNI DEL JAZZ: COSì CHICAGO INVENTO' COSA NOSTRA DI OGGI
Recensione apparsa sul Venerdì di Repubblica del 06 Aprile 2012


di Piero Melati

Celebrata come epopea l’era del proibizionismo fu il laboratorio della mafia moderna.
Guerre tra clan, papelli e voto inquinato: nacque in quel periodo l’impero del crimine.

Chicago è come Gotham city, la città di Batman. Il gotico americano trova la massima espressione nella sua architettura. I canyon che corrono tra i grattacieli hanno fatto dire che il suo miracolo urbanistico sta alla modernità come quello di Venezia al Quattrocento.
Chicago è anche la città dei primati: la prima ad alzare un grattacielo, a inventare le case prefabbricate e la produzione industriale della carne, a trasformare in elettrico il blues del Mississippi, a creare la moderna sociologia. Infine, a realizzare la più grande rete di trasporti: nel 1914 metà dei cittadini americani viveva a una sola notte di treno da Chicago. Ha anche inventato Cosa Nostra come noi la conosciamo.
Il periodo di incubazione della mafia più spietata furono 14 anni, tra il 17 gennaio del 1920 e il 5 dicembre del 1933: l’Era del Proibizionismo. Bulli, pupe, be-bop e fiumi d’alcol. Ma dietro le pieghe delle pellicole di Hollywood, che resero la scuola dei duri un’epopea, restano i fatti. Nudi e crudi come ci racconta l’inchiesta sul campo svolta a Chicago dal giornalista inglese Kenneth Allsop (
L'impero dei gangster, Odoya). Dalla sua indagine, salta fuori con chiarezza che Al Capone scatenò proprio qui la prima guerra di mafia della storia. Da quando i mitra iniziarono a suonare «la musica dell’ukulele» (come era chiamato il suono della raffica) si contarono migliaia di ammazzati. Qui venne inventata la «corsa senza ritorno» o «lupara bianca» (rapimento in auto e successiva sparizione della vittima: il primo fu Steve Wisniewski nel luglio del ’21). Qui si contrassero i primi papelli tra mafia e istituzioni, come dimostrano i funerali del boss Big Jim «Diamond» Colosimo, ai quali – tra i cinquemila partecipanti – c’erano deputati, magistrati e poliziotti. Ancora, qui si svolse la prima elezione mafiosa della storia che trasformò la vicina cittadina di Cicero in Gomorra: «Auto con uomini armati sequestravano funzionari preposti alle urne, seggi invasi da banditi armati, elettori e funzionari rapiti» denunciò la Sovrintendenza dell’Illinois. Fu Chicago a inventare la zona grigia denunciata dallo scrittore Nelson Algren: «politici e uomini d’affari si sono alleati con la mafia». E a dare vita al primo impero finanziario (70 milioni di dollari all’anno). Sembra si parli di Riina e Provenzano. E invece si tratta di Al Capone. Nel ’28 il boss ordinò la sua nuova Cadillac: 40 cavalli, motore d’acciaio, parabrezza e finestrini di cinque centimetri a prova di proiettile, lunotto posteriore ribaltabile (per sparare da dietro) ripostiglio per le armi, pesava quattro tonnellate e fu chiamata la «fortezza a quattro ruote». Era nata la prima macchina blindata.


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Venerd́ di Repubblica con recensione a L'impero dei Gangster

Pubblicato: 18.04.2012
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