Desperados recensione su Il Venerd́

Desperados recensione su Il Venerd́

QUANDO JESSE JAMES ANNUNCIO' CON UNO SCOOP LA SUA RAPINA AL TRENO
Recensione apparsa su Il Venerdì di Repubblica il 10 Agosto 2012


Il Pulitzer James D. Horan, scavando negli archivi dell’agenzia Pinerton, ha raccontato l’epopea dei più famosi fuorilegge del west. Ricca di Aneddoti, molti inediti.

di Giuliano Aluffi

«La più audace rapina della storia! Il treno per il Sud dell’Iron Mountain Railroad è stato fermato questa sera da cinque uomini armati fino ai denti, e svaligiato. I banditi, giunti alla stazione pochi minuti prima dell’arrivo del treno, hanno arrestato il capostazione e deviato il treno su un binario morto. Robusti, tutti di statura di poco inferiore a un metro e ottanta, sono scomparsi in direzione sud. L’avvenimento ha provocato un bordello in questa parte della nazione.»
Quello che sembra, nonostante il finale irridente, uno scoop del selvaggio west è in realtà un documento straordinario: il testo di un biglietto – una specie di comunicato stampa – con cui Jesse James ai macchinisti del treno rapinato il 31 gennaio 1874, perché lo dessero ai giornali.
Così Jesse James diventò il più famomso rapinatore di treni e banche degli Stati uniti, e razziò il Missouri fino al 1882. Ricostruire la sua epopea in
Desperados (Odoya, pp. 384, euro 18) il giornalista premio Pulitzer James D. Horan, scomparso nel 1981, unico osservatore ammesso negli archivi della leggendaria Pinkerton’s Agency.
Jess James comincia la sua carriera criminale nel 1863 entrando nella banda di Bill il Sanguinario, detto così perché appendeva al suo cavallo le orecchie degli avversari uccisi. A dare la caccia a Jesse e Soci fu allan Pinkerton in persona, soprannominato «L’Occhio». Quello tra Jesse James e i Pinkerton fu una guerra combattuta nelle vetture dei treni, nelle strade buie e sulle colline solitarie, nelle paludi nei burroni e nelle piazze pubbliche», fino a quando jesse, tradito da uno dei suoi uomini morì a 34 anni. Ma morì davvero? Horan ci ricorda che gli eroi e i malvagi «sono una sola grande famiglia che attraversa il nero abisso del tempo»


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Pubblicato: 24.08.2012
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