Novità
volume illustrato
Isbn: 979-12-5802-009-4
Pagine: 520
Formato: copertina flessibile con alette
Misure: 15.5 x 21
cm
Data di pubblicazione: 11/10/2026
Autore:
Mimmo Stolfi
Novità
Le donne del jazz
Storie, musica e potere
Mimmo Stolfi
Le donne del jazz
Storie, musica e potere
Mimmo Stolfi
sconto
5%
28,50€
30,00€
Nel 1958 il fotografo Art Kane riunì su una scalinata di Harlem cinquantasette tra i più grandi jazzisti dell’epoca. La fotografia, A Great Day in Harlem, sarebbe diventata una delle immagini più celebri della storia del jazz. Cinquantasette musicisti. Tre donne. Da questa assenza prende le mosse Le donne del jazz, per porre una domanda semplice e radicale: dove erano tutte le altre?
Erano lì. C’erano sempre state. Suonavano, componevano, arrangiavano, dirigevano orchestre. Eppure per decenni l’industria musicale, la critica e la storiografia le hanno relegate ai margini, fino a cancellarle dalla narrazione ufficiale del jazz.
Attraverso cinquanta ritratti critico-biografici, disposti in ordine cronologico dalla fine dell’Ottocento a oggi, emerge un’altra storia del jazz. Ci sono le icone – Bessie Smith, Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Nina Simone – ma anche artiste rimaste troppo a lungo nell’ombra: Lovie Austin, Sweet Emma Barrett, Valaida Snow, Mary Osborne, Dorothy Donegan e Cleo Brown. E le protagoniste della scena contemporanea, da Geri Allen a Maria Schneider, da Myra Melford, Nicole Mitchell e Amina Claudine Myers.
Cinquanta storie diverse, unite da una stessa domanda: che cosa accade al talento quando a decidere chi merita di essere ricordato è un sistema che non vuole vederlo? Le donne del jazz mostra quanto sia incompleta la storia di una musica che, mentre celebrava la propria libertà, ha spesso negato alle sue protagoniste lo spazio per esercitarla. Ma quelle voci non sono scomparse. Sono rimaste incise sui dischi, nei nastri, nelle partiture e nella memoria di chi le ha ascoltate. E oggi tornano a farsi sentire, restituendo al jazz una storia più ampia, più contraddittoria e finalmente più vera.
“Non ci sono scuse per il fatto che i giovani non sappiano chi siano o siano stati gli eroi e le eroine”.
– Nina Simone
“Non rinunciare a provare a fare ciò che vuoi veramente fare. Dove c’è amore e ispirazione non credo che si possa sbagliare”.
– Ella Fitzgerald
Erano lì. C’erano sempre state. Suonavano, componevano, arrangiavano, dirigevano orchestre. Eppure per decenni l’industria musicale, la critica e la storiografia le hanno relegate ai margini, fino a cancellarle dalla narrazione ufficiale del jazz.
Attraverso cinquanta ritratti critico-biografici, disposti in ordine cronologico dalla fine dell’Ottocento a oggi, emerge un’altra storia del jazz. Ci sono le icone – Bessie Smith, Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Nina Simone – ma anche artiste rimaste troppo a lungo nell’ombra: Lovie Austin, Sweet Emma Barrett, Valaida Snow, Mary Osborne, Dorothy Donegan e Cleo Brown. E le protagoniste della scena contemporanea, da Geri Allen a Maria Schneider, da Myra Melford, Nicole Mitchell e Amina Claudine Myers.
Cinquanta storie diverse, unite da una stessa domanda: che cosa accade al talento quando a decidere chi merita di essere ricordato è un sistema che non vuole vederlo? Le donne del jazz mostra quanto sia incompleta la storia di una musica che, mentre celebrava la propria libertà, ha spesso negato alle sue protagoniste lo spazio per esercitarla. Ma quelle voci non sono scomparse. Sono rimaste incise sui dischi, nei nastri, nelle partiture e nella memoria di chi le ha ascoltate. E oggi tornano a farsi sentire, restituendo al jazz una storia più ampia, più contraddittoria e finalmente più vera.
LA STORIA DELLE GRANDI DONNE DEL JAZZ, DA BESSIE SMITH A BILLIE HOLIDAY, DA ELLA FITZGERALD A SARAH VAUGHAN E NINA SIMONE, DALLE DIVE E MUSICISTE PIÙ CONOSCIUTE A QUELLE MAI ABBASTANZA CELEBRATE!
“Non ci sono scuse per il fatto che i giovani non sappiano chi siano o siano stati gli eroi e le eroine”.
– Nina Simone
“Non rinunciare a provare a fare ciò che vuoi veramente fare. Dove c’è amore e ispirazione non credo che si possa sbagliare”.
– Ella Fitzgerald
Mimmo Stolfi
È giornalista e critico musicale. Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti testate giornalistiche, tra cui l’Unità, Avvenire, Diario della settimana, Vita e Class, svolgendo attività di redattore culturale. Parallelamente ha lavorato come autore televisivo per Class Tv. La sua attività critica si concentra principalmente sul jazz, di cui approfondisce gli aspetti storici, culturali e linguistici attraverso articoli, saggi e recensioni. Accanto alla musica, si è dedicato alla letteratura e alle arti visive, pubblicando interventi e saggi su autori e artisti quali Franz Kafka, Louis-Ferdinand Céline, Thomas Mann, Rainer Maria Rilke, Albert Camus, Thomas Bernhard, Henri Matisse, Jackson Pollock, Anselm Kiefer e Gerhard Richter. È autore su Substack, dove prosegue la sua attività di scrittura e approfondimento sui temi della musica, della letteratura e della cultura contemporanea.
Introduzione
Una fotografia e un’assenza - La porta stretta: la voce come unica via d’accesso - Le regine del blues: potere, corpo e mercato negli anni Venti - Il linguaggio della limitazione: «Suona come un uomo» - La guerra e l’apertura: le orchestre femminili degli anni Quaranta - Il colore della discriminazione: razza e genere come doppio vincolo - Il business: chi controllava i soldi e le storie - La storiografia come strumento di oblio - La continuità del pregiudizio: dal boom del bebop al #MeToo - Una presenza ostinata - La scelta di questi ritratti
Lovie Austin
Con il mondo in una brocca
Bessie Smith
L’imperatrice del blues
Sweet Emma Barrett
I campanellini del French Quarter
Lil Hardin Armstrong
Hot Miss Lil
Valaida Snow
La regina dalla tromba d’oro
Cleo Brown
La donna che suonava il diavolo
Mary Lou Williams
La pianista che dava lezioni a Thelonious Monk
Maxine Sullivan
La voce che non gridava mai
International Sweethearts of Rhythm
Una band sull’autobus
Billie Holiday
Oh, Lady Day
Ella Fitzgerald
Perfezione senza sforzo
Marian McPartland
Il Re giallo narciso
Anita O’Day
Il corpo contro il tempo
Carmen McRae
Ogni parola conta
Hazel Scott
Bach, Count Basie e un grembiule sporco
Mary Osborne
Una ragazza con la Gibson
Dorothy Donegan
Tecnica prodigiosa e ironia
Sarah Vaughan
Il suono che viene prima del significato
Blossom Dearie
Sbucciami un chicco d’uva
Dinah Washington
Una regina non si inchina
Jutta Hipp
Aspettando il Concorde
June Christy
Un canto nella nebbia
Melba Liston
Le ossa del jazz
Clora Bryant
La cornetta di Fred
Vi Redd
La sassofonista che il jazz non aveva previsto
Sheila Jordan
La sacerdotessa del silenzio
Betty Carter
L’architettura dell’imprevisto
Toshiko Akiyoshi
La voce del chiodo che sporge
Dakota Staton
Un blues nella notte
Annie Ross
L’angelo che si contorce
Terry Pollard
Il suono che nasce due volte
Dorothy Ashby
Corde nell’ombra
Nina Simone
Eunice e il suo doppio
Shirley Scott
Il peso leggero del groove
Shirley Horn
A volte basta un soffio
Carla Bley
Note sulla strada sbagliata
Alice Coltrane
Il canto più alto
Joanne Brackeen
Dal silenzio, il suono
Jeanne Lee
Il paesaggio della voce
Abbey Lincoln
Avanti!
Norma Winstone
La voce che abita il silenzio
Amina Claudine Myers
Lo spirito nelle dita
Marilyn Crispell
Il vulcano interiore
Cassandra Wilson
La figlia della luna nuova
Jane Ira Bloom
Musica dallo spazio profondo
Myra Melford
Architettura e musica organiche
Geri Allen
In volo verso il suono
Emily Remler
Questa sono io
Maria Schneider
Il vento tra le note
Nicole Mitchell
Sognare altri mondi
Bibliografia
Una fotografia e un’assenza - La porta stretta: la voce come unica via d’accesso - Le regine del blues: potere, corpo e mercato negli anni Venti - Il linguaggio della limitazione: «Suona come un uomo» - La guerra e l’apertura: le orchestre femminili degli anni Quaranta - Il colore della discriminazione: razza e genere come doppio vincolo - Il business: chi controllava i soldi e le storie - La storiografia come strumento di oblio - La continuità del pregiudizio: dal boom del bebop al #MeToo - Una presenza ostinata - La scelta di questi ritratti
Lovie Austin
Con il mondo in una brocca
Bessie Smith
L’imperatrice del blues
Sweet Emma Barrett
I campanellini del French Quarter
Lil Hardin Armstrong
Hot Miss Lil
Valaida Snow
La regina dalla tromba d’oro
Cleo Brown
La donna che suonava il diavolo
Mary Lou Williams
La pianista che dava lezioni a Thelonious Monk
Maxine Sullivan
La voce che non gridava mai
International Sweethearts of Rhythm
Una band sull’autobus
Billie Holiday
Oh, Lady Day
Ella Fitzgerald
Perfezione senza sforzo
Marian McPartland
Il Re giallo narciso
Anita O’Day
Il corpo contro il tempo
Carmen McRae
Ogni parola conta
Hazel Scott
Bach, Count Basie e un grembiule sporco
Mary Osborne
Una ragazza con la Gibson
Dorothy Donegan
Tecnica prodigiosa e ironia
Sarah Vaughan
Il suono che viene prima del significato
Blossom Dearie
Sbucciami un chicco d’uva
Dinah Washington
Una regina non si inchina
Jutta Hipp
Aspettando il Concorde
June Christy
Un canto nella nebbia
Melba Liston
Le ossa del jazz
Clora Bryant
La cornetta di Fred
Vi Redd
La sassofonista che il jazz non aveva previsto
Sheila Jordan
La sacerdotessa del silenzio
Betty Carter
L’architettura dell’imprevisto
Toshiko Akiyoshi
La voce del chiodo che sporge
Dakota Staton
Un blues nella notte
Annie Ross
L’angelo che si contorce
Terry Pollard
Il suono che nasce due volte
Dorothy Ashby
Corde nell’ombra
Nina Simone
Eunice e il suo doppio
Shirley Scott
Il peso leggero del groove
Shirley Horn
A volte basta un soffio
Carla Bley
Note sulla strada sbagliata
Alice Coltrane
Il canto più alto
Joanne Brackeen
Dal silenzio, il suono
Jeanne Lee
Il paesaggio della voce
Abbey Lincoln
Avanti!
Norma Winstone
La voce che abita il silenzio
Amina Claudine Myers
Lo spirito nelle dita
Marilyn Crispell
Il vulcano interiore
Cassandra Wilson
La figlia della luna nuova
Jane Ira Bloom
Musica dallo spazio profondo
Myra Melford
Architettura e musica organiche
Geri Allen
In volo verso il suono
Emily Remler
Questa sono io
Maria Schneider
Il vento tra le note
Nicole Mitchell
Sognare altri mondi
Bibliografia
Nel 1958 il fotografo Art Kane riunì su una scalinata di Harlem cinquantasette tra i più grandi jazzisti dell’epoca. La fotografia, A Great Day in Harlem, sarebbe diventata una delle immagini più celebri della storia del jazz. Cinquantasette musicisti. Tre donne. Da questa assenza prende le mosse Le donne del jazz, per porre una domanda semplice e radicale: dove erano tutte le altre?
Erano lì. C’erano sempre state. Suonavano, componevano, arrangiavano, dirigevano orchestre. Eppure per decenni l’industria musicale, la critica e la storiografia le hanno relegate ai margini, fino a cancellarle dalla narrazione ufficiale del jazz.
Attraverso cinquanta ritratti critico-biografici, disposti in ordine cronologico dalla fine dell’Ottocento a oggi, emerge un’altra storia del jazz. Ci sono le icone – Bessie Smith, Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Nina Simone – ma anche artiste rimaste troppo a lungo nell’ombra: Lovie Austin, Sweet Emma Barrett, Valaida Snow, Mary Osborne, Dorothy Donegan e Cleo Brown. E le protagoniste della scena contemporanea, da Geri Allen a Maria Schneider, da Myra Melford, Nicole Mitchell e Amina Claudine Myers.
Cinquanta storie diverse, unite da una stessa domanda: che cosa accade al talento quando a decidere chi merita di essere ricordato è un sistema che non vuole vederlo? Le donne del jazz mostra quanto sia incompleta la storia di una musica che, mentre celebrava la propria libertà, ha spesso negato alle sue protagoniste lo spazio per esercitarla. Ma quelle voci non sono scomparse. Sono rimaste incise sui dischi, nei nastri, nelle partiture e nella memoria di chi le ha ascoltate. E oggi tornano a farsi sentire, restituendo al jazz una storia più ampia, più contraddittoria e finalmente più vera.
“Non ci sono scuse per il fatto che i giovani non sappiano chi siano o siano stati gli eroi e le eroine”.
– Nina Simone
“Non rinunciare a provare a fare ciò che vuoi veramente fare. Dove c’è amore e ispirazione non credo che si possa sbagliare”.
– Ella Fitzgerald
Erano lì. C’erano sempre state. Suonavano, componevano, arrangiavano, dirigevano orchestre. Eppure per decenni l’industria musicale, la critica e la storiografia le hanno relegate ai margini, fino a cancellarle dalla narrazione ufficiale del jazz.
Attraverso cinquanta ritratti critico-biografici, disposti in ordine cronologico dalla fine dell’Ottocento a oggi, emerge un’altra storia del jazz. Ci sono le icone – Bessie Smith, Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Nina Simone – ma anche artiste rimaste troppo a lungo nell’ombra: Lovie Austin, Sweet Emma Barrett, Valaida Snow, Mary Osborne, Dorothy Donegan e Cleo Brown. E le protagoniste della scena contemporanea, da Geri Allen a Maria Schneider, da Myra Melford, Nicole Mitchell e Amina Claudine Myers.
Cinquanta storie diverse, unite da una stessa domanda: che cosa accade al talento quando a decidere chi merita di essere ricordato è un sistema che non vuole vederlo? Le donne del jazz mostra quanto sia incompleta la storia di una musica che, mentre celebrava la propria libertà, ha spesso negato alle sue protagoniste lo spazio per esercitarla. Ma quelle voci non sono scomparse. Sono rimaste incise sui dischi, nei nastri, nelle partiture e nella memoria di chi le ha ascoltate. E oggi tornano a farsi sentire, restituendo al jazz una storia più ampia, più contraddittoria e finalmente più vera.
LA STORIA DELLE GRANDI DONNE DEL JAZZ, DA BESSIE SMITH A BILLIE HOLIDAY, DA ELLA FITZGERALD A SARAH VAUGHAN E NINA SIMONE, DALLE DIVE E MUSICISTE PIÙ CONOSCIUTE A QUELLE MAI ABBASTANZA CELEBRATE!
“Non ci sono scuse per il fatto che i giovani non sappiano chi siano o siano stati gli eroi e le eroine”.
– Nina Simone
“Non rinunciare a provare a fare ciò che vuoi veramente fare. Dove c’è amore e ispirazione non credo che si possa sbagliare”.
– Ella Fitzgerald
volume illustrato
Isbn: 979-12-5802-009-4
Pagine: 520
Formato: copertina flessibile con alette
Misure: 15.5 x 21
cm
Data di pubblicazione: 11/10/2026
Autore:
Mimmo Stolfi
Introduzione
Una fotografia e un’assenza - La porta stretta: la voce come unica via d’accesso - Le regine del blues: potere, corpo e mercato negli anni Venti - Il linguaggio della limitazione: «Suona come un uomo» - La guerra e l’apertura: le orchestre femminili degli anni Quaranta - Il colore della discriminazione: razza e genere come doppio vincolo - Il business: chi controllava i soldi e le storie - La storiografia come strumento di oblio - La continuità del pregiudizio: dal boom del bebop al #MeToo - Una presenza ostinata - La scelta di questi ritratti
Lovie Austin
Con il mondo in una brocca
Bessie Smith
L’imperatrice del blues
Sweet Emma Barrett
I campanellini del French Quarter
Lil Hardin Armstrong
Hot Miss Lil
Valaida Snow
La regina dalla tromba d’oro
Cleo Brown
La donna che suonava il diavolo
Mary Lou Williams
La pianista che dava lezioni a Thelonious Monk
Maxine Sullivan
La voce che non gridava mai
International Sweethearts of Rhythm
Una band sull’autobus
Billie Holiday
Oh, Lady Day
Ella Fitzgerald
Perfezione senza sforzo
Marian McPartland
Il Re giallo narciso
Anita O’Day
Il corpo contro il tempo
Carmen McRae
Ogni parola conta
Hazel Scott
Bach, Count Basie e un grembiule sporco
Mary Osborne
Una ragazza con la Gibson
Dorothy Donegan
Tecnica prodigiosa e ironia
Sarah Vaughan
Il suono che viene prima del significato
Blossom Dearie
Sbucciami un chicco d’uva
Dinah Washington
Una regina non si inchina
Jutta Hipp
Aspettando il Concorde
June Christy
Un canto nella nebbia
Melba Liston
Le ossa del jazz
Clora Bryant
La cornetta di Fred
Vi Redd
La sassofonista che il jazz non aveva previsto
Sheila Jordan
La sacerdotessa del silenzio
Betty Carter
L’architettura dell’imprevisto
Toshiko Akiyoshi
La voce del chiodo che sporge
Dakota Staton
Un blues nella notte
Annie Ross
L’angelo che si contorce
Terry Pollard
Il suono che nasce due volte
Dorothy Ashby
Corde nell’ombra
Nina Simone
Eunice e il suo doppio
Shirley Scott
Il peso leggero del groove
Shirley Horn
A volte basta un soffio
Carla Bley
Note sulla strada sbagliata
Alice Coltrane
Il canto più alto
Joanne Brackeen
Dal silenzio, il suono
Jeanne Lee
Il paesaggio della voce
Abbey Lincoln
Avanti!
Norma Winstone
La voce che abita il silenzio
Amina Claudine Myers
Lo spirito nelle dita
Marilyn Crispell
Il vulcano interiore
Cassandra Wilson
La figlia della luna nuova
Jane Ira Bloom
Musica dallo spazio profondo
Myra Melford
Architettura e musica organiche
Geri Allen
In volo verso il suono
Emily Remler
Questa sono io
Maria Schneider
Il vento tra le note
Nicole Mitchell
Sognare altri mondi
Bibliografia
Una fotografia e un’assenza - La porta stretta: la voce come unica via d’accesso - Le regine del blues: potere, corpo e mercato negli anni Venti - Il linguaggio della limitazione: «Suona come un uomo» - La guerra e l’apertura: le orchestre femminili degli anni Quaranta - Il colore della discriminazione: razza e genere come doppio vincolo - Il business: chi controllava i soldi e le storie - La storiografia come strumento di oblio - La continuità del pregiudizio: dal boom del bebop al #MeToo - Una presenza ostinata - La scelta di questi ritratti
Lovie Austin
Con il mondo in una brocca
Bessie Smith
L’imperatrice del blues
Sweet Emma Barrett
I campanellini del French Quarter
Lil Hardin Armstrong
Hot Miss Lil
Valaida Snow
La regina dalla tromba d’oro
Cleo Brown
La donna che suonava il diavolo
Mary Lou Williams
La pianista che dava lezioni a Thelonious Monk
Maxine Sullivan
La voce che non gridava mai
International Sweethearts of Rhythm
Una band sull’autobus
Billie Holiday
Oh, Lady Day
Ella Fitzgerald
Perfezione senza sforzo
Marian McPartland
Il Re giallo narciso
Anita O’Day
Il corpo contro il tempo
Carmen McRae
Ogni parola conta
Hazel Scott
Bach, Count Basie e un grembiule sporco
Mary Osborne
Una ragazza con la Gibson
Dorothy Donegan
Tecnica prodigiosa e ironia
Sarah Vaughan
Il suono che viene prima del significato
Blossom Dearie
Sbucciami un chicco d’uva
Dinah Washington
Una regina non si inchina
Jutta Hipp
Aspettando il Concorde
June Christy
Un canto nella nebbia
Melba Liston
Le ossa del jazz
Clora Bryant
La cornetta di Fred
Vi Redd
La sassofonista che il jazz non aveva previsto
Sheila Jordan
La sacerdotessa del silenzio
Betty Carter
L’architettura dell’imprevisto
Toshiko Akiyoshi
La voce del chiodo che sporge
Dakota Staton
Un blues nella notte
Annie Ross
L’angelo che si contorce
Terry Pollard
Il suono che nasce due volte
Dorothy Ashby
Corde nell’ombra
Nina Simone
Eunice e il suo doppio
Shirley Scott
Il peso leggero del groove
Shirley Horn
A volte basta un soffio
Carla Bley
Note sulla strada sbagliata
Alice Coltrane
Il canto più alto
Joanne Brackeen
Dal silenzio, il suono
Jeanne Lee
Il paesaggio della voce
Abbey Lincoln
Avanti!
Norma Winstone
La voce che abita il silenzio
Amina Claudine Myers
Lo spirito nelle dita
Marilyn Crispell
Il vulcano interiore
Cassandra Wilson
La figlia della luna nuova
Jane Ira Bloom
Musica dallo spazio profondo
Myra Melford
Architettura e musica organiche
Geri Allen
In volo verso il suono
Emily Remler
Questa sono io
Maria Schneider
Il vento tra le note
Nicole Mitchell
Sognare altri mondi
Bibliografia
Mimmo Stolfi
È giornalista e critico musicale. Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti testate giornalistiche, tra cui l’Unità, Avvenire, Diario della settimana, Vita e Class, svolgendo attività di redattore culturale. Parallelamente ha lavorato come autore televisivo per Class Tv. La sua attività critica si concentra principalmente sul jazz, di cui approfondisce gli aspetti storici, culturali e linguistici attraverso articoli, saggi e recensioni. Accanto alla musica, si è dedicato alla letteratura e alle arti visive, pubblicando interventi e saggi su autori e artisti quali Franz Kafka, Louis-Ferdinand Céline, Thomas Mann, Rainer Maria Rilke, Albert Camus, Thomas Bernhard, Henri Matisse, Jackson Pollock, Anselm Kiefer e Gerhard Richter. È autore su Substack, dove prosegue la sua attività di scrittura e approfondimento sui temi della musica, della letteratura e della cultura contemporanea.
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