volume illustrato Collana: OL - Odoya Library Numero di collana: 410 Isbn: 978-88-6288-625-3 Pagine: 384 Formato: copertina flessibile con alette Misure: 15.5 x 21 cm Data di pubblicazione: September 2020 Traduzione: Andrea Buzzi Autore: Christopher S. Stewart

Arkan

La tigre dei Balcani

Christopher S. Stewart

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20,90€ 22,00€
Ascesa e declino di Željko Ražnatović, meglio conosciuto come "Arkan" (Felino): il tristemente famoso, sanguinario, signore della guerra dei Balcani.
Dopo una gioventù da teppista per le strade di Belgrado, negli anni Ottanta è stato tra i maggiori ricercati dall’Interpol per via dei suoi crimini coperti dall’attività di agente segreto per conto del governo jugoslavo. 
Negli anni Novanta diventò il principale organizzatore e artefice della feroce pulizia etnica voluta dal presidente serbo Milošević durante la guerra in Croazia e in Bosnia del 1991-1995. Fu lui a riunire e addestrare i più feroci hooligan della Stella Rossa di Belgrado, carcerati e banditi, e a trasformarli nelle "Tigri": soldati spietati che stupravano e uccidevano perpetrando, di fatto, un genocidio. 
Arkan, che aveva sposato la più celebre pop star del suo paese in un matrimonio principesco, era popolarissimo, l’uomo più ricco della Serbia e solo dopo l’intervento nato del 1999 venne accusato di crimini contro l’umanità. 
Cio nonostante non fu mai portato in giudizio perché, il 15 gennaio 2000, venne ucciso nella hall di un albergo di Belgrado con modalità da esecuzione, in circostanze misteriose, degne della sua vita di vero e proprio "assassino di Stato".


"Siamo tigri e di certo non permetteremo
che i serbi vengano portati di nuovo al macello.
Se non lo capiscono, non possiamo far altro
che marciare su Zagabria e sconfiggerli tutti."

"Come un vero serbo, sarò orgoglioso se queste persone
moriranno con coraggio sul campo di battaglia,
in modo che li potremo ricordare come eroi che difesero la loro terra
piuttosto che uomini disgraziatamente sfuggiti come rifugiati."

"Come guerriero, mando un messaggio ai croati e ai loro ex padroni
della Germania nazista e a tutta la mafia cattolica […]:
tenetevi lontani da una guardia volontaria serba e dal popolo serbo."
Christopher S. Stewart

Christopher S. Stewart è scrittore e giornalista investigativo americano del Wall Street Journal, per il quale lavora dal 2011. Nel 2015 ha vinto il Premio Pulitzer, insieme ad altri colleghi, per una serie di articoli che hanno rivelato abusi nel sistema Medicare americano. 

In seguito a un incontro poco piacevole con le sanguinarie “Tigri” di Arkan ha deciso di ricostruire la storia del loro fondatore.

Prologo

PARTE I - I primi tempi
1. I sogni di John Wayne
2. Alla conquista dell’Europa
3. Come si cambia
4. Il caso dell’uomo inafferrabile
5. Il rapinatore sorridente
6. Preso! No!
7. Evasione
8. Killer
9. L’uomo che Arkan non uccise

PARTE II - Il signore della guerra
10. Il mediatore Milan e la ricerca della verità fra i signori della guerra serbi
11. Al volante della Cadillac rosa
12. Il signore dei guerrieri del calcio
13. Le Tigri
14. Quello che ho saputo allo stadio della Stella Rossa
15. Guerra!
16. I pericoli là fuori
17. Campo Erdut
18. Vukovar: ho ucciso ventiquattro ustascia!
19. Perché la guerra paga
20. Incontro con le Tigri
21. Il mio nome è Trax: è stato Arkan a farmelo fare
22. Non me ne frega niente
23. L’uomo del popolo
24. Popstar
25. La guerra è finita

PARTE III - L
’assassinio
26. Questa è la Serbia, tu non puoi capire
27. Verso la legalità
28. La fine
29. Se avessi la bacchetta magica
30. L’assassinio
31. Epilogo

Ringraziamenti
Ascesa e declino di Željko Ražnatović, meglio conosciuto come "Arkan" (Felino): il tristemente famoso, sanguinario, signore della guerra dei Balcani.
Dopo una gioventù da teppista per le strade di Belgrado, negli anni Ottanta è stato tra i maggiori ricercati dall’Interpol per via dei suoi crimini coperti dall’attività di agente segreto per conto del governo jugoslavo. 
Negli anni Novanta diventò il principale organizzatore e artefice della feroce pulizia etnica voluta dal presidente serbo Milošević durante la guerra in Croazia e in Bosnia del 1991-1995. Fu lui a riunire e addestrare i più feroci hooligan della Stella Rossa di Belgrado, carcerati e banditi, e a trasformarli nelle "Tigri": soldati spietati che stupravano e uccidevano perpetrando, di fatto, un genocidio. 
Arkan, che aveva sposato la più celebre pop star del suo paese in un matrimonio principesco, era popolarissimo, l’uomo più ricco della Serbia e solo dopo l’intervento nato del 1999 venne accusato di crimini contro l’umanità. 
Cio nonostante non fu mai portato in giudizio perché, il 15 gennaio 2000, venne ucciso nella hall di un albergo di Belgrado con modalità da esecuzione, in circostanze misteriose, degne della sua vita di vero e proprio "assassino di Stato".


"Siamo tigri e di certo non permetteremo
che i serbi vengano portati di nuovo al macello.
Se non lo capiscono, non possiamo far altro
che marciare su Zagabria e sconfiggerli tutti."

"Come un vero serbo, sarò orgoglioso se queste persone
moriranno con coraggio sul campo di battaglia,
in modo che li potremo ricordare come eroi che difesero la loro terra
piuttosto che uomini disgraziatamente sfuggiti come rifugiati."

"Come guerriero, mando un messaggio ai croati e ai loro ex padroni
della Germania nazista e a tutta la mafia cattolica […]:
tenetevi lontani da una guardia volontaria serba e dal popolo serbo."
volume illustrato Collana: OL - Odoya Library Numero di collana: 410 Isbn: 978-88-6288-625-3 Pagine: 384 Formato: copertina flessibile con alette Misure: 15.5 x 21 cm Data di pubblicazione: September 2020 Traduzione: Andrea Buzzi Autore: Christopher S. Stewart
Christopher S. Stewart

Christopher S. Stewart è scrittore e giornalista investigativo americano del Wall Street Journal, per il quale lavora dal 2011. Nel 2015 ha vinto il Premio Pulitzer, insieme ad altri colleghi, per una serie di articoli che hanno rivelato abusi nel sistema Medicare americano. 

In seguito a un incontro poco piacevole con le sanguinarie “Tigri” di Arkan ha deciso di ricostruire la storia del loro fondatore.

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