Collana: OL - Odoya Library Numero di collana: 392 Isbn: 978-88-6288-583-6 Pagine: 252 Formato: copertina flessibile con alette Misure: 15.5 x 21 cm Data di pubblicazione: 2020 Autore: Paul I. Wellman

Tomahawk

Trent'anni di guerre nelle pianure

Paul I. Wellman

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Nel 1834 la "questione indiana" risultava risolta. Con la firma del trattato, gli Indiani accettavano un vasto territorio dove avrebbero potuto vivere in libertà. Poi esplosero le ribellioni, le prime battaglie. Che cosa aveva provocato la svolta nei rapporti fra i bianchi e gli Indiani? La storia non ha dubbi: i conquistatori europei non avevano rispettato i patti. La loro avidità li aveva spinti a forzare i confini, a penetrare nel territorio indiano e conquistarlo con la forza.
Le tribù disseppellirono l’ascia di guerra.
Le cronache individuano due eventi in particolare: il massacro del Minnesota, nel 1862, e la battaglia di Wounded Knee, nel 1890.
Tra questi si snoda un sanguinolento trentennio di agguati, scontri e carneficine. Di questo periodo, l’autore ci fornisce un quadro completo, passando in rassegna le grandi battaglie, come Washita o Little Bighorn, e dedicando pagine memorabili ai leggendari capi guerrieri come Cavallo Pazzo, Nuvola Rossa, Giuseppe, Toro Seduto.
Ma la miccia che diede fuoco alle polveri non fu soltanto il dominio delle terre, bensì un’antitetica concezione della vita: per i Sioux, i Cheyenne, gli Ute, i Comanche, gli Apache, i Nasi Forati o gli Arapaho, la guerra serviva a dar prova del loro coraggio individuale. Per gli usurpatori europei, invece, era un’operazione da concludere in fretta, attraverso lo sterminio "scientifico" del nemico.
Le fasi di quella epopea sono raccontate da Wellman con grande perspicacia storica, ma non senza una viva partecipazione, rendendo il libro un contributo doveroso alle tribù degli Indiani, la cui unica colpa fu quella di difendere la propria dignità e la propria libertà.

"Io una volta pensai di essere l’unico uomo che continuava ad essere amico
dell’uomo bianco, ma da quando sono venuti e hanno vuotato le nostre tende,
rubato i cavalli e ogni altra cosa, è difficile per me credere ancora agli uomini bianchi".
– Pentola Nera –

"Io sono un uomo rosso. Se il Grande Spirito avesse voluto
che io fossi un uomo bianco mi avrebbe fatto in quel modo prima di tutto.
Nel vostro cuore ha messo i vostri desideri e piani,
nel mio cuore ha messo altri desideri diversi. […]
Siamo poveri ma siamo liberi. Nessun uomo bianco controlla i nostri passi.
Se dobbiamo morire, moriamo difendendo i nostri diritti".
– Toro Seduto –

Paul I. Wellman

Paul I. Wellman è stato un giornalista, storico e romanziere statunitense, famoso per le sue opere sul West. Dai suoi romanzi sono stati tratti numerosi film di successo tra i quali Le mura di Gerico (1948), L’ultimo Apache (1954) di Robert Aldrich con Burt Lancaster e I comanceros (1961) di Michael Curtiz con John Wayne.

Nessun sommario presente.

Nel 1834 la "questione indiana" risultava risolta. Con la firma del trattato, gli Indiani accettavano un vasto territorio dove avrebbero potuto vivere in libertà. Poi esplosero le ribellioni, le prime battaglie. Che cosa aveva provocato la svolta nei rapporti fra i bianchi e gli Indiani? La storia non ha dubbi: i conquistatori europei non avevano rispettato i patti. La loro avidità li aveva spinti a forzare i confini, a penetrare nel territorio indiano e conquistarlo con la forza.
Le tribù disseppellirono l’ascia di guerra.
Le cronache individuano due eventi in particolare: il massacro del Minnesota, nel 1862, e la battaglia di Wounded Knee, nel 1890.
Tra questi si snoda un sanguinolento trentennio di agguati, scontri e carneficine. Di questo periodo, l’autore ci fornisce un quadro completo, passando in rassegna le grandi battaglie, come Washita o Little Bighorn, e dedicando pagine memorabili ai leggendari capi guerrieri come Cavallo Pazzo, Nuvola Rossa, Giuseppe, Toro Seduto.
Ma la miccia che diede fuoco alle polveri non fu soltanto il dominio delle terre, bensì un’antitetica concezione della vita: per i Sioux, i Cheyenne, gli Ute, i Comanche, gli Apache, i Nasi Forati o gli Arapaho, la guerra serviva a dar prova del loro coraggio individuale. Per gli usurpatori europei, invece, era un’operazione da concludere in fretta, attraverso lo sterminio "scientifico" del nemico.
Le fasi di quella epopea sono raccontate da Wellman con grande perspicacia storica, ma non senza una viva partecipazione, rendendo il libro un contributo doveroso alle tribù degli Indiani, la cui unica colpa fu quella di difendere la propria dignità e la propria libertà.

"Io una volta pensai di essere l’unico uomo che continuava ad essere amico
dell’uomo bianco, ma da quando sono venuti e hanno vuotato le nostre tende,
rubato i cavalli e ogni altra cosa, è difficile per me credere ancora agli uomini bianchi".
– Pentola Nera –

"Io sono un uomo rosso. Se il Grande Spirito avesse voluto
che io fossi un uomo bianco mi avrebbe fatto in quel modo prima di tutto.
Nel vostro cuore ha messo i vostri desideri e piani,
nel mio cuore ha messo altri desideri diversi. […]
Siamo poveri ma siamo liberi. Nessun uomo bianco controlla i nostri passi.
Se dobbiamo morire, moriamo difendendo i nostri diritti".
– Toro Seduto –

Collana: OL - Odoya Library Numero di collana: 392 Isbn: 978-88-6288-583-6 Pagine: 252 Formato: copertina flessibile con alette Misure: 15.5 x 21 cm Data di pubblicazione: 2020 Autore: Paul I. Wellman
Paul I. Wellman

Paul I. Wellman è stato un giornalista, storico e romanziere statunitense, famoso per le sue opere sul West. Dai suoi romanzi sono stati tratti numerosi film di successo tra i quali Le mura di Gerico (1948), L’ultimo Apache (1954) di Robert Aldrich con Burt Lancaster e I comanceros (1961) di Michael Curtiz con John Wayne.

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