volume illustrato Collana: OL - Odoya Library Numero di collana: 426 Isbn: 978-88-6288-657-4 Pagine: 336 Formato: copertina flessibile con alette Misure: 15.5 x 21 cm Data di pubblicazione: 01/03/2021 Traduzione: Roberto Bordiga Autore: Matthias Seefelder

Oppio

Storia di una droga dagli Egizi al XX secolo

Matthias Seefelder

sconto 5%
20,90€ 22,00€

La resina di papavero addormenta e lenisce, è in grado di annullare l’angoscia lasciando il posto a una calma avvolgente.
Analgesico, narcotico impiegato nei riti misterici, droga mortale, l’oppio è conosciuto fin dai tempi più antichi. La sua origine è senza dubbio mesopotamica, se ne trovano sicuri indizi nella civiltà egizia e greca, presso la quale le virtù terapeutiche dell’oppio erano attribuite alla dea Demetra. I Romani lo usavano anche come veleno, e durante il Medioevo la sua diffusione si propagò all’intero bacino del Mediterraneo e in Cina.
Matthias Seefelder racconta come sia stato il divieto al consumo di alcool di Maometto a spingere gli arabi verso l’oppio, nonostante abbiano poi preferito l’hashish. Inoltre esamina anche la vasta farmacopea rinascimentale, soffermandosi sulla figura di Paracelso, noto medico del Cinquecento e inventore del laudano, un composto a base di alcool e oppio.
Nell’Ottocento, l’oppio diventa protagonista di un vero e proprio conflitto tra Cina e Inghilterra, con le cosiddette "guerre dell’Oppio", combattute tra il 1839-1842 e il 1856-1860. Oggi i suoi derivati chimici, come morfina e cocaina, sono al centro di vari traffici criminali sempre più aggressivi.

In questo libro, scienza e farmacologia si mescolano in un’analisi che non trascura aspetti divertenti e aneddoti originali. Un intero capitolo, ad esempio, è dedicato al rapporto tra oppio e arte. Sono stati molti gli scrittori a fare uso di questa sostanza: Walter Scott, Edgar Allan Poe, John Keats, Lord Byron, Charles Baudelaire, Jean Cocteau e così via.
In appendice al libro, oltre ai dati di produzione del prodotto, Seefelder riporta da codici medievali curiose ricette a base di oppio.


"Il piacere dato dal vino va sempre rapidamente crescendo e tende a una crisi,
dopo la quale rapidamente declina; quello dell’oppio, una volta generato, rimane stazionario
per otto o dieci ore; il primo, per adoperare una distinzione tecnica della medicina,
è un caso di piacere acuto, il secondo, di piacere cronico;
l’uno è la fiamma sfavillante, l’altro un ardore costante e tranquillo".
– Thomas de Quincey

"I teatri e i mercati non sono necessariamente le ossessioni privilegiate di un oppiomane,
specialmente quando si trova in uno stato di perfetto godimento.
 La folla allora è per lui opprimente, la stessa musica ha caratteristiche di sensualità grossolana.
Cerca piuttosto la solitudine e il silenzio, condizioni indispensabili alle estasi e alle profonde fantasticherie".
– Charles Baudelaire

Matthias Seefelder

(1920-2001), personaggio eclettico con vaste competenze sia scientifiche che umanistiche, è stato un manager industriale tedesco e, dal 1974 al 1983, il presidente della più grande azienda chimica tedesca, la BASF. Dopo il diploma di scuola superiore, ha prestato servizio come soldato nella Seconda Guerra Mondiale. Al suo ritorno ha studiato chimica, fisica e fisiologia a Monaco di Baviera, conseguendo il dottorato; allo stesso tempo si è fatto un nome come autore di saggistica e ha ricoperto vari incarichi onorari in comitati scientifici e culturali. Dal 1974 è stato anche professore onorario all’Università di Heidelberg.

Tra le sue pubblicazioni, Oppio è quella che ha riscontrato maggior successo.

1. Il fiore di Demetra
2. Le lacrime del papavero
3. Il sonnifero dei Cesari
4. Abu Elnum, il padre del sonno
5. Il veleno dei serpenti
6. La consolazione dei dannati
7. La pietra dell’immortalità
8. Poeti e medici
9. L’astuzia nascosta del diavolo bianco
10. Il magisterium opii
11. La strada della droga
12. Il punto di vista della scienza
13. Il buco d’oro

Appendici
Bibliografia
Indice dei nomi
Indice degli argomenti e dei luoghi

La resina di papavero addormenta e lenisce, è in grado di annullare l’angoscia lasciando il posto a una calma avvolgente.
Analgesico, narcotico impiegato nei riti misterici, droga mortale, l’oppio è conosciuto fin dai tempi più antichi. La sua origine è senza dubbio mesopotamica, se ne trovano sicuri indizi nella civiltà egizia e greca, presso la quale le virtù terapeutiche dell’oppio erano attribuite alla dea Demetra. I Romani lo usavano anche come veleno, e durante il Medioevo la sua diffusione si propagò all’intero bacino del Mediterraneo e in Cina.
Matthias Seefelder racconta come sia stato il divieto al consumo di alcool di Maometto a spingere gli arabi verso l’oppio, nonostante abbiano poi preferito l’hashish. Inoltre esamina anche la vasta farmacopea rinascimentale, soffermandosi sulla figura di Paracelso, noto medico del Cinquecento e inventore del laudano, un composto a base di alcool e oppio.
Nell’Ottocento, l’oppio diventa protagonista di un vero e proprio conflitto tra Cina e Inghilterra, con le cosiddette "guerre dell’Oppio", combattute tra il 1839-1842 e il 1856-1860. Oggi i suoi derivati chimici, come morfina e cocaina, sono al centro di vari traffici criminali sempre più aggressivi.

In questo libro, scienza e farmacologia si mescolano in un’analisi che non trascura aspetti divertenti e aneddoti originali. Un intero capitolo, ad esempio, è dedicato al rapporto tra oppio e arte. Sono stati molti gli scrittori a fare uso di questa sostanza: Walter Scott, Edgar Allan Poe, John Keats, Lord Byron, Charles Baudelaire, Jean Cocteau e così via.
In appendice al libro, oltre ai dati di produzione del prodotto, Seefelder riporta da codici medievali curiose ricette a base di oppio.


"Il piacere dato dal vino va sempre rapidamente crescendo e tende a una crisi,
dopo la quale rapidamente declina; quello dell’oppio, una volta generato, rimane stazionario
per otto o dieci ore; il primo, per adoperare una distinzione tecnica della medicina,
è un caso di piacere acuto, il secondo, di piacere cronico;
l’uno è la fiamma sfavillante, l’altro un ardore costante e tranquillo".
– Thomas de Quincey

"I teatri e i mercati non sono necessariamente le ossessioni privilegiate di un oppiomane,
specialmente quando si trova in uno stato di perfetto godimento.
 La folla allora è per lui opprimente, la stessa musica ha caratteristiche di sensualità grossolana.
Cerca piuttosto la solitudine e il silenzio, condizioni indispensabili alle estasi e alle profonde fantasticherie".
– Charles Baudelaire

volume illustrato Collana: OL - Odoya Library Numero di collana: 426 Isbn: 978-88-6288-657-4 Pagine: 336 Formato: copertina flessibile con alette Misure: 15.5 x 21 cm Data di pubblicazione: 01/03/2021 Traduzione: Roberto Bordiga Autore: Matthias Seefelder
Matthias Seefelder

(1920-2001), personaggio eclettico con vaste competenze sia scientifiche che umanistiche, è stato un manager industriale tedesco e, dal 1974 al 1983, il presidente della più grande azienda chimica tedesca, la BASF. Dopo il diploma di scuola superiore, ha prestato servizio come soldato nella Seconda Guerra Mondiale. Al suo ritorno ha studiato chimica, fisica e fisiologia a Monaco di Baviera, conseguendo il dottorato; allo stesso tempo si è fatto un nome come autore di saggistica e ha ricoperto vari incarichi onorari in comitati scientifici e culturali. Dal 1974 è stato anche professore onorario all’Università di Heidelberg.

Tra le sue pubblicazioni, Oppio è quella che ha riscontrato maggior successo.

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