volume illustrato Collana: OL - Odoya Library Numero di collana: 91 Isbn: 978-88-6288-146-3 Pagine: 336 Formato: copertina flessibile con alette Misure: 15.5 x 21 cm Data di pubblicazione: 2012 Traduzione: Federica Flisio Autore: Nicholas T. Parsons Prefazione: James Shedel

Vienna

Ritratto di una città

Nicholas T. Parsons

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19,00€ 20,00€
Da presidio di confine durante l’Impero romano a magnifica sede barocca degli Asburgo, le fortune di Vienna hanno sempre oscillato tra sopravvivenza e sviluppo.
Considerata a fine Ottocento la capitale occidentale del tentacolare impero austro-ungarico, dopo l’umiliante intermezzo nazista Vienna scampò all’occupazione delle potenze alleate, divenendo durante la Guerra Fredda luogo neutrale per spie e diplomatici tra i blocchi statunitense e sovietico e iniziando così la lunga scalata che l’ha resa la prospera e raffinata città di 1,7 milioni di abitanti che è oggi.

Nonostante il suo status di metropoli, Vienna ha sempre conservato un senso di intimità intellettuale e spirituale. Un "villaggio" che è stato un vero e proprio crogiolo di creatività: dalle scintillanti arti figurative e musicali degli Asburgo e dei nobili mecenati alla libidinosa fucina della società fin-de-siècle di Sigmund Freud, dall’Art Noveau e la Secessione viennese ai teatri d’opera e alla prestigiosa Orchestra Filarmonica. Soggetta a continui afflussi da parte dell’Impero prima e degli ex territori imperiali poi, la capitale ha allo stesso tempo assimilato e contrastato le influenze dall’esterno, creando una propria cultura.

Città di imperatori, Vienna è stata una calamita di geni nel campo dell’architettura, delle belle arti, della musica e della letteratura, così come della politica. La nozione "Viennese per scelta" può essere applicata in ugual misura a Metastasio e Metternich, Salieri e Mozart, Beethoven e Mahler, Klimt e Schiele, Musil e Karl Klaus.

A Vienna passato e presente si scontrano e mescolano in un caleidoscopio di cappotti in loden e laptop di ultima generazione, politica progressista e devozione reazionaria, rituali antichi – come lo slow food nei caratteristici Caffè e le passeggiate domenicali nel Wienerwald e nei giardini di Schönbrunn – e ritmi di vita moderni.


Nessuna città è mai diventata
una metropoli più malvolentieri di Vienna.
- Ann Tizian Leitich, scrittrice e storica di Vienna
-

A Vienna si muore,
ma nessuno vi invecchia.

- Montesquieu -
Nicholas T. Parsons

Nicholas T. Parsons è uno scrittore e traduttore britannico. Laureato al New College di Oxford, ha lavorato presso il British Institute di Firenze e come lettore di letteratura inglese all’Università di Pisa. Dai primi anni Ottanta vive a Vienna insieme alla moglie e ha dedicato diverse guide culturali alla sua città d’elezione, all’Austria e all’Ungheria. Ha al suo attivo articoli per The Hungarian Quarterly, traduzioni di autori austriaci come Karl Kraus e una spiritosa Xenophobe’s Guide to the Austrians sotto lo pseudonimo di Louis James.

James Shedel

James Shedel è professore di Storia presso la Georgetown University, Washington DC, dove tiene il prestigioso corso di Storia e culture europee. Ha vissuto per circa dieci anni a Vienna, dedicando diversi studi all’arte e alla cultura austriache nel periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento, tra cui ricordiamo Art and Society: The New Art Movement in Vienna, 1897-1914 (1981) e Aesthetics and Modernity: Art and the Amelioration of Change in fin-de-siècle Austria (1983).

Nessun sommario presente.
Da presidio di confine durante l’Impero romano a magnifica sede barocca degli Asburgo, le fortune di Vienna hanno sempre oscillato tra sopravvivenza e sviluppo.
Considerata a fine Ottocento la capitale occidentale del tentacolare impero austro-ungarico, dopo l’umiliante intermezzo nazista Vienna scampò all’occupazione delle potenze alleate, divenendo durante la Guerra Fredda luogo neutrale per spie e diplomatici tra i blocchi statunitense e sovietico e iniziando così la lunga scalata che l’ha resa la prospera e raffinata città di 1,7 milioni di abitanti che è oggi.

Nonostante il suo status di metropoli, Vienna ha sempre conservato un senso di intimità intellettuale e spirituale. Un "villaggio" che è stato un vero e proprio crogiolo di creatività: dalle scintillanti arti figurative e musicali degli Asburgo e dei nobili mecenati alla libidinosa fucina della società fin-de-siècle di Sigmund Freud, dall’Art Noveau e la Secessione viennese ai teatri d’opera e alla prestigiosa Orchestra Filarmonica. Soggetta a continui afflussi da parte dell’Impero prima e degli ex territori imperiali poi, la capitale ha allo stesso tempo assimilato e contrastato le influenze dall’esterno, creando una propria cultura.

Città di imperatori, Vienna è stata una calamita di geni nel campo dell’architettura, delle belle arti, della musica e della letteratura, così come della politica. La nozione "Viennese per scelta" può essere applicata in ugual misura a Metastasio e Metternich, Salieri e Mozart, Beethoven e Mahler, Klimt e Schiele, Musil e Karl Klaus.

A Vienna passato e presente si scontrano e mescolano in un caleidoscopio di cappotti in loden e laptop di ultima generazione, politica progressista e devozione reazionaria, rituali antichi – come lo slow food nei caratteristici Caffè e le passeggiate domenicali nel Wienerwald e nei giardini di Schönbrunn – e ritmi di vita moderni.


Nessuna città è mai diventata
una metropoli più malvolentieri di Vienna.
- Ann Tizian Leitich, scrittrice e storica di Vienna
-

A Vienna si muore,
ma nessuno vi invecchia.

- Montesquieu -
volume illustrato Collana: OL - Odoya Library Numero di collana: 91 Isbn: 978-88-6288-146-3 Pagine: 336 Formato: copertina flessibile con alette Misure: 15.5 x 21 cm Data di pubblicazione: 2012 Traduzione: Federica Flisio Autore: Nicholas T. Parsons Prefazione: James Shedel
Nicholas T. Parsons

Nicholas T. Parsons è uno scrittore e traduttore britannico. Laureato al New College di Oxford, ha lavorato presso il British Institute di Firenze e come lettore di letteratura inglese all’Università di Pisa. Dai primi anni Ottanta vive a Vienna insieme alla moglie e ha dedicato diverse guide culturali alla sua città d’elezione, all’Austria e all’Ungheria. Ha al suo attivo articoli per The Hungarian Quarterly, traduzioni di autori austriaci come Karl Kraus e una spiritosa Xenophobe’s Guide to the Austrians sotto lo pseudonimo di Louis James.

James Shedel

James Shedel è professore di Storia presso la Georgetown University, Washington DC, dove tiene il prestigioso corso di Storia e culture europee. Ha vissuto per circa dieci anni a Vienna, dedicando diversi studi all’arte e alla cultura austriache nel periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento, tra cui ricordiamo Art and Society: The New Art Movement in Vienna, 1897-1914 (1981) e Aesthetics and Modernity: Art and the Amelioration of Change in fin-de-siècle Austria (1983).

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