Catalogo Musica Le donne di Gioachino Rossini
Collana: OL - Odoya Library Numero di collana: 318 Isbn: 978-88-6288-466-2 Pagine: 416 Formato: copertina flessibile con alette Misure: 15.5 x 21 cm Data di pubblicazione: 2018 Prefazione: Gianfranco Mariotti Autore: Roberta Pedrotti

Le donne di Gioachino Rossini

Nate per vincere e regnar

Roberta Pedrotti

sconto 5%
20,90€ 22,00€

Nell’immaginario collettivo l’eroina del melodramma è votata al sacrificio: dalla tisi di Violetta al suicidio di Cio Cio San, per malattia fisica o mentale, per mano propria o altrui, sembra difficile uscire dal cliché che vorrebbe la donna o vittima angelicata o incarnazione del male. Si tratta, tuttavia, di una visione parziale che trova, nella secolare storia dell’opera lirica, numerose eccezioni. La principale di queste è costituita dal catalogo rossiniano, che inanella una serie di ritratti femminili di grande potenza e complessità, tanto che perfino una vittima per eccellenza come Desdemona, nell’opera di Rossini, appare, nel momento fatale, ben più forte e risoluta di Otello.
Dalla principessa Lisinga, pronta a impugnare le armi per salvare l’amato in Demetrio e Polibio, fino alla principessa austriaca Mathilde, che abbraccia la causa rivoluzionaria in Guillaume Tell, si susseguono eroine buffe e tragiche che, quale sia la loro sorte, delineano un’immagine della donna ricca di sfaccettature.
Fra tutte, Matilde di Shabran, intrepida emula di Armida decisa a sedurre un castellano folle, sadico e misogino e a riportare la giustizia nel suo feudo.
L’attenzione è focalizzata proprio ai personaggi femminili delle opere rossiniane, messi a confronto e analizzati per tematiche sia nei testi dei libretti sia nella trattazione musicale rossiniana, attraverso esempi precisi sia per il lettore più smaliziato sia per il meno esperto. Due capitoli introduttivi contestualizzano l’analisi della produzione operistica del Cigno di Pesaro.

"Son donna e tutto ho detto.
Portatemi rispetto,
O ve la fò pagar.
[…]
Femmine mie, guardate,
L’ho fatto delirar!
Femmine, siamo nate
per vincere e regnar."
– da Matilde di Shabran, ossia Bellezza e cuor di ferro, 1821 –

Roberta Pedrotti

Roberta Pedrotti (1981), fondatrice e direttrice della testata online L’ape musicale, si è laureata in drammaturgia musicale all’Università di Bologna. Alla critica musicale e all’attività giornalistica affianca la ricerca musicologica e la divulgazione con saggi per programmi di sala, conferenze, partecipazione a tavole rotonde e convegni. Si impegna, inoltre, nel sostegno dei giovani talenti attraverso concorsi, master, concerti. Per Odoya ha pubblicato, nel 2018, Le donne di Gioachino Rossini. Nate per vincere e regnar, volume premiato con la medaglia del Comitato per le celebrazioni dei centocinquant’anni dalla morte del compositore pesarese.

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Storia dell’opera lirica

Nell’immaginario collettivo l’eroina del melodramma è votata al sacrificio: dalla tisi di Violetta al suicidio di Cio Cio San, per malattia fisica o mentale, per mano propria o altrui, sembra difficile uscire dal cliché che vorrebbe la donna o vittima angelicata o incarnazione del male. Si tratta, tuttavia, di una visione parziale che trova, nella secolare storia dell’opera lirica, numerose eccezioni. La principale di queste è costituita dal catalogo rossiniano, che inanella una serie di ritratti femminili di grande potenza e complessità, tanto che perfino una vittima per eccellenza come Desdemona, nell’opera di Rossini, appare, nel momento fatale, ben più forte e risoluta di Otello.
Dalla principessa Lisinga, pronta a impugnare le armi per salvare l’amato in Demetrio e Polibio, fino alla principessa austriaca Mathilde, che abbraccia la causa rivoluzionaria in Guillaume Tell, si susseguono eroine buffe e tragiche che, quale sia la loro sorte, delineano un’immagine della donna ricca di sfaccettature.
Fra tutte, Matilde di Shabran, intrepida emula di Armida decisa a sedurre un castellano folle, sadico e misogino e a riportare la giustizia nel suo feudo.
L’attenzione è focalizzata proprio ai personaggi femminili delle opere rossiniane, messi a confronto e analizzati per tematiche sia nei testi dei libretti sia nella trattazione musicale rossiniana, attraverso esempi precisi sia per il lettore più smaliziato sia per il meno esperto. Due capitoli introduttivi contestualizzano l’analisi della produzione operistica del Cigno di Pesaro.

"Son donna e tutto ho detto.
Portatemi rispetto,
O ve la fò pagar.
[…]
Femmine mie, guardate,
L’ho fatto delirar!
Femmine, siamo nate
per vincere e regnar."
– da Matilde di Shabran, ossia Bellezza e cuor di ferro, 1821 –

Collana: OL - Odoya Library Numero di collana: 318 Isbn: 978-88-6288-466-2 Pagine: 416 Formato: copertina flessibile con alette Misure: 15.5 x 21 cm Data di pubblicazione: 2018 Prefazione: Gianfranco Mariotti Autore: Roberta Pedrotti
Roberta Pedrotti

Roberta Pedrotti (1981), fondatrice e direttrice della testata online L’ape musicale, si è laureata in drammaturgia musicale all’Università di Bologna. Alla critica musicale e all’attività giornalistica affianca la ricerca musicologica e la divulgazione con saggi per programmi di sala, conferenze, partecipazione a tavole rotonde e convegni. Si impegna, inoltre, nel sostegno dei giovani talenti attraverso concorsi, master, concerti. Per Odoya ha pubblicato, nel 2018, Le donne di Gioachino Rossini. Nate per vincere e regnar, volume premiato con la medaglia del Comitato per le celebrazioni dei centocinquant’anni dalla morte del compositore pesarese.

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